No, tu no!

No, tu no! Secondo l'organizzazione delle Nazioni Unite, o meglio secondo una “dichiarazione presidenziale” del 13 aprile scorso (sostitutiva a quanto sembra di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che si sapeva non sarebbe passata per il veto di Cina e Russia), alla Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord) non è consentito mettere in orbita satelliti. E' la prima volta, a quanto è dato di sapere, che l'ONU, anzi il Consiglio di Sicurezza, si occupa di satelliti. Strano, perché da Gagarin in poi ne sono stati lanciati parecchi. Ma il fatto è che, di solito, per mettere in orbita i satelliti ci vogliono dei missili e c'è molta brava gente, dagli Stati Uniti al Giappone, che si sente minacciata. E' logico! La piccola Corea potrebbe arrivare con un missile in Alaska! Un vero scandalo! “Una provocazione”, come ha subito tuonato Obama da Praga. Tanto più che gli USA non hanno né satelliti né missili, né portaerei né sottomarini nucleari, niente. Sono in balia dei perfidi nordcoreani che “sfidano la comunità internazionale”.

Anche chi non avesse nessuna simpatia per la RPDC deve però ammettere che di fronte a tanta esibizione di malafede onusiana, la risposta è di quelle che danno un senso alla logica e alla dignità umana (nonché a banalità come il principio di pari dignità e di sovranità degli stati). Il Ministero degli Esteri della RPDC ha reagito infatti stigmatizzando la logica brigantesca adottata su impulso statunitense e giapponese dal Consiglio di Sicurezza in plateale violazione del diritto internazionale e annunciando che a questo punto la partecipazione ai negoziati a sei sulla denuclearizzazione della penisola coreana non aveva più senso alcuno e che la Corea del Nord avrebbe senz'altro ripreso l'attività dei suoi impianti nucleari disattivati in seguito ai colloqui a sei, anche allo scopo di rafforzare il proprio deterrente nucleare. Insomma, se volete trattare siete i benvenuti, ma le trattative si fanno tra soggetti con pari dignità e le regole devono valere allo stesso modo per tutti. Se così non è, non c'è niente da trattare.

La Corea del Nord è un piccolo paese con tanti problemi, ma in questa come in altre occasioni ha saputo dire quello che tutti sanno senza avere il coraggio di pronunciarlo: il re è nudo.

Paolo Pioppi


Ritorna alla prima pagina