Il figlio del generale

Miko Peled, figlio di un generale israeliano fervente sionista, spiega anche ai ciechi e ai sordi, e a chi trova conveniente non capire, che cos'Ŕ il sionismo, perchŔ va combattuto e perchŔ combattere senza compromessi il razzismo sionista e il regime di apartheid che vige nella Palestina occupata non c'entra niente con l'antisemitismo, sempre evocato dai mass media e dai politici conniventi con i crimini israeliani.

  Miko Peled ha parlato l'11 ottobre al Campus Einaudi dell'universitÓ di Torino e il suo intervento con buona traduzione italiana pu˛ essere ascoltato [qui].

   E' utile anche leggere una sua intervista rilasciata nei giorni in cui stava partecipando al congresso del Partito laburista inglese nel settembre 2018 (Jeremy Corbyn ha dovuto subire gli assalti delle lobbies sioniste nel Regno Unito per le sue posizioni di principio sulla Palestina). Pubblicata in inglese dal giornale indipendente on-line American Herald Tribune [qui], l'intervista Ŕ stata tradotta in italiano [qui] e recentemente anche [qui]. Per titolo una sua frase: "lo Stato di Israele andrÓ in frantumi e prima di quanto la maggior parte delle persone pensi vedremo una Palestina libera e democratica dal fiume al mare". C'Ŕ solo da augurarsi che abbia ragione. Intanto fa male in questi giorni sentire in Italia che anche il ministro degli esteri 5 Stelle, Luigi Di Maio, si accoda alla canea dominante dicendo che "Israele ha diritto di difendersi". Documentarsi sui crimini quotidiani di Israele non Ŕ difficile, per esempio [qui], [qui] o [qui].