VADEMECUM

per la lettura dei quattro volumi pubblicati da Aginform
su alcuni punti salienti della discussione tra comunisti italiani

(per ordinazioni scrivere a pasti@mclink.it)

  I volumi sono il prodotto di riflessioni che riguardano la traversata politica di questi decenni e ne seguono i passaggi dentro i quali era necessario esprimere una posizione comunista. A un primo sguardo le considerazioni e le documentazioni riprodotte possono apparire separate, ma in realtà sono state concepite come un corpo unico per chiarirci le idee e ricavarne una prospettiva. Per questo, ora che il lavoro editoriale è concluso, ci stiamo impegnando nella diffusione dei quattro volumi e soprattutto nel sollecitare una discussione di merito. Sarebbe utile a questo proposito che nei prossimi mesi, compatibilmente con la situazione sanitaria, coloro che sono interessati ad approfondire le questioni si organizzino per una valutazione collettiva sui testi con la collaborazione di Aginform.


LA ZATTERA E LA CORRENTE

(208 pagine, € 6,00)


Il punto da cui siamo partiti è stata la valutazione del lavoro politico e di classe da affrontare dopo il movimento del '68. Il volume è dedicato infatti alle questioni che si sono poste dopo il '68 a quei compagni che combattevano ormai fuori dal PCI e, nel tentativo di mantenersi nel solco della tradizione storica del movimento comunista e di un lavoro concreto di classe, volevano uscire dallo steccato ideologico e politico dei nuovi profeti apparsi nei decenni che approdarono alla liquidazione del partito comunista: dall'anarcosindacalismo dell'autonomia operaia, al talmudismo degli emmelle, fino a Rifondazione.

  L'esperienza riportata nel volume si stacca nettamente dalle impostazioni dei nuovi soggetti politici che avevano occupato la scena a partire dagli anni '70. Essa voleva contribuire alla ricostruzione del tessuto operaio come base dell'organizzazione politica, dato che la deriva del PCI poneva questa questione, ed esprimeva insieme la necessità di reimpostare la questione comunista in Italia, anche se purtroppo il tentativo in questo senso naufragò sull'opportunismo cossuttiano e sull'anticomunismo di Bertinotti.

  Il crollo dell'URSS e dei paesi socialisti dell'Europa orientale ha dato poi il colpo di grazia a una esperienza come la nostra, che non poteva reggere al corso degli avvenimenti se non adeguandosi all'esistente, cioè a una logica radical-movimentista, venendo a mancare la spinta oggettiva che poteva dare una prospettiva alla scelta compiuta. Il volume è una cronaca politica di questa vicenda e contiene in sintesi la valutazione che ne abbiamo dato.


LETTERE AI COMPAGNI

(544 pagine, € 7,00)


Come attraversare dunque gli anni bui caratterizzati dal crollo dell'Unione Sovietica e dalla guerra infinita? Che cosa significava essere comunisti nel nuovo contesto? Quale ruolo potevano svolgere i comunisti nelle nuove condizioni?

  Venivano a mancare in quegli anni i punti di riferimento interni e internazionali per inquadrare una prospettiva di riorganizzazione. Lo sforzo che si poteva e si doveva fare, se non si voleva pestare l'acqua nel mortaio, era quello di capire le caratteristiche della situazione e mantenere dritta la barra di una posizione comunista, non contentandosi del riferimento ai sacri testi, ma ricavando dai fatti una corretta interpretazione della realtà. Una battaglia comunista, senza la presunzione di avere la verità in tasca, ma individuando bene i nemici e il ruolo di certe tendenze di 'sinistra' contigue al pensiero imperialista.

  Con la resistenza irachena, i fallimenti dell'imperialismo occidentale in Medio Oriente, il nuovo protagonismo della Russia, il peso geopolitico della Cina, la situazione internazionale si rimette in movimento. Anche sul piano interno l'affermazione dei 5 Stelle scuote gli equilibri e ripropone ai comunisti il Che fare?


IL RUOLO DI TOGLIATTI
da Salerno a Yalta

(336 pagine, € 7,00)


Il volume su Togliatti si propone di riaprire il discorso sul ruolo storico esercitato in Italia dai comunisti, senza intenzioni apologetiche, ma facendo riferimento ai dati concreti e cercando anche di individuare quando e come si è verificato il punto di rottura di una prospettiva socialista.

  Perchè partire da Togliatti? Se vogliamo superare la vulgata trotsko-emmellista sulla 'rivoluzione mancata' ed esaminare il processo storico reale che ha caratterizzato il PCI dopo il crollo del fascismo, troveremo in Togliatti fino al 1956 punti fondamentali per la ricostruzione di una ipotesi strategica per i comunisti italiani. Perchè fino al 1956? La risposta che diamo nel volume è che la controrivoluzione innescata da Krusciov ha fatto saltare la guerra di posizione del PCI e aperto la strada alla sua trasformazione genetica.

STALIN
materiali per la discussione

(656 pagine, € 10,00)


La ripresa comunista dopo la crisi degli anni '90 e lo sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi non può basarsi solo su considera­zioni geopolitiche e sulle caratteristiche attuali del sistema imperia­lista. Ci si deve misurare anche con la questione di una corretta interpretazione dei passaggi attraversati dal movimento comunista dopo l'ottobre russo e la fondazione della Terza Internazionale e lo si deve fare basandosi su una visione storico-materialistica degli avveni­menti, in modo da evitare le derive identitarie e i romanticismi rivoluzionari che sono di ostacolo alla ripresa.

  L'ultima pubblicazione di Aginform, dedicata al ruolo di Stalin nel movimento comunista dal 1924 al 1953, cerca di mettere a fuoco la traiettoria compiuta da quella che abbiamo chiamato 'la curva della rivoluzione' per capire, esaminando i rapporti dialettici tra realtà e scelte politiche dei comunisti, se il percorso intrapreso era corretto. Un approccio opposto dunque all'idealismo e all'apologismo che hanno quasi sempre caratterizzato fino ad oggi le interpre­tazioni della storia del movimento comunista. Il volume su Stalin non ha nulla di apologetico e pone invece su basi materialistiche, sulla traccia del pensiero di Marx e di Engels, anche la questione di cosa sia e come vada valutata una rivoluzione e delle caratte­ristiche che la distinguono. Così facendo si danno ai compagni gli strumenti per misurarsi con i piagnistei delle anime belle che tanta acqua portano all'anticomunismo.