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LA QUESTIONE SIONISTA

sionismo e imperialismo

1. Sionismo e imperialismo
a cura di Paolo Pioppi, 88 pagine


la natura del sionismo

2. La natura del sionismo
di Mauro Manno, 130 pagine

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la colonizzazione sionista della Palestina

3. La colonizzazione sionista della Palestina
di Giancarlo Paciello, 96 pagine

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Note a margine

Speriamo che Grillo regga

Nella situazione determinata dal convergere attorno all'affabulatore Renzi delle forze che vogliono un'Italia decisionista per affrontare, dal punto di vista padronale, la crisi economica dobbiamo ancora una volta affidarci a Beppe Grillo. E stavolta non per dire 'meno male che Grillo c'è', ma per sperare che regga.

Per capire, dobbiamo rifarci a due questioni: il risultato delle ultime elezioni e il destino dell'Unione Europea. Questi due passaggi definiscono le prospettive a breve e medio termine e in ambedue i casi bisogna chiamare in ballo Beppe Grillo per il ruolo che è chiamato a svolgere.

Sulle elezioni europee si parla sempre del risultato ottenuto da Renzi, ma volutamente si nascondono due fatti. Il primo è che la 'vittoria' di Renzi, il famoso 40%, è sul 50% del corpo elettorale e che il grande astensionismo è un giudizio politico sulla situazione e su Renzi. Il secondo fatto è che il mancato sorpasso di Cinque Stelle è avvenuto in una campagna elettorale che ricorda De Gasperi e il 18 aprile del '48 quando si usò persino la scomunica papale per bloccare i comunisti. Quando abbiamo registrato i toni di Repubblica, dei media di stato, delle forze della conservazione di destra e di sinistra, abbiamo capito quale sarebbe stata la conclusione. Renzi ha vinto, Grillo però ha retto. I comunisti si erano illusi, nel 48, di vincere le elezioni, come i grillini si illudevano del sorpasso. Ma il potere è il potere e non si rovescia con una campagna elettorale. La domanda è: riuscirà Grillo ancora a reggere il confronto col renzismo, col modernismo decisionista a servizio dei poteri che contano? Questa è la sfida.

Anche sull'Europa Grillo ha un ruolo da svolgere se condividiamo che questa Europa non va riformata, ma messa in crisi per impedire che raggiunga il suo obiettivo di rafforzarsi nel suo ruolo imperialista. La crisi dell'UE non è un obiettivo impossibile da raggiungere, dal momento che è impantanata intorno alle esigenze tedesche e non riesce a darsi una prospettiva coinvolgente. Anche se il gruppo pro-Merkel, la BCE, l'asse popolari-socialisti si è impegnato strenuamente a sostenere questa Europa, le tensioni salgono e la prospettiva tedesca provoca resistenze sempre più forti. Anche qui Grillo può svolgere un ruolo che tagli l'erba sotto i piedi agli euroscettici della destra xenofoba e nazionalista e faciliti la crisi.

Affidare le sorti di una posizione comunista al Movimento Cinque Stelle? Non è questo che proponiamo e anche per questo manteniamo la nostra posizione astensionista. Questo non ci impedisce però di considerare il ruolo di forze che possono ostacolare il rafforzamento dell'Europa imperialista e l'irresistibile ascesa del renzismo.

D'altronde anche queste elezioni hanno confermato di che pasta sono gente come i sostenitori della lista Tsipras. Il resto non si inventa e per resto intendiamo un'alternativa vera allo stato di cose presente, dal momento che le trovate trotsko-movimentiste che agitano gli ambienti consolidati della sinistra definita antagonista non fanno progredire più di tanto la resistenza alle scelte del potere. Tempi e modi di questo percorso sono ancora di analisi preliminari che però hanno bisogno, nel caso italiano, di una maturazione di forze che siano politicamente in grado di porsi dei compiti storici.

Erregi

6 luglio 2014