pasti@mclink.it

scrivi alla redazione

Scrivi

AGINFORM

Foglio di Corrispondenza comunista


Contributi
di analisi
e dibattito

Una delegazione di pace M5S in Russia e Crimea

Manlio Di Stefano, 29 luglio 2015, [qui]

QED 53: quando c'è la salute c'è tutto (tre anni dopo) [ovvero: non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto]

Alberto Bagnai, 28 luglio 2015, [qui]

Il piano B per uscire dall'Euro

Blog di Beppe Grillo, 23 luglio 2015, [qui]

Grecia: La sconfitta e i piani B

Simone Santini, 13 luglio 2015, [qui]

La disinformazione strategica su Srebrenica

Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia , [qui]

La Grecia nella meccanica bruta dei rapporti di forza

Cabras, Foa, Masala, Chiesa, 11 luglio 2015, [qui]

Cambiare tra il dire e il fare

Pier luigi Fagan, 11 luglio 2015, [qui]

Grecia: l'ombra di Prometeo

Manlio Dinucci, 7 luglio 2015, [qui]

E' caduto il mulo di Berlino

Pino Cabras, 6 luglio 2015, [qui]

La lunga mano della Nato

Manlio Dinucci, 30 giugno 2015, [qui]

CDP in mano a Goldman Sachs

beppegrillo.it, 22 giugno 2015, [qui]

Tsipras: la Grecia "attraversa la tempesta per raggiungere porti nuovi e più sicuri"

20 giugno 2015, [qui]

Le nostre guerre, la loro fuga

19 giugno 2015 [qui]

Verso la fine del sistema Erdogan

Thierry Meyssan, 14 giugno 2015, [qui]

Piegando la Grecia, l'Ue cerca di rimuovere il desiderio dei popoli di ribellarsi ai suoi diktat attraverso le elezioni

Jacques Sapir, 12 giugno 2015, [qui]

Logistica 101: Dove prende le armi l'ISIS?

Tony Cartalucci, 10 giugno 2015, [qui], originale inglese [qui]

Il voto del 31 maggio: primi commenti

Andrea Scanzi, [qui]; Giulietto Chiesa, [qui], 1-2 giugno 2015.

Il Califfato voluto dagli USA

Manlio Dinucci, 26 maggio 2015, [qui]

E' il renzismo il primo e il principale avversario

Giorgio Cremaschi, 20 maggio 2015, [qui]

Leader di Hezbollah: guerra senza quartiere all'ISIS

Pino Cabras, 25 maggio 2015, [qui]

"Dunque l'occidente vuole che l'ISIS prenda Siria, Iraq, Yemen?"

Appello di tre associazioni, 22 maggio 2015, [qui]

Palmira e Qalamoun. Due facce della guerra siriana

Pino Cabras, Gianandrea Gaiani, Talal Khrais, 21 maggio 2015, [qui]

Perchè è urgente lottare contro la NATO e riscoprire il senso dell'agire politico

Domenico Losurdo, 21 maggio 2015, [qui]

Ancora una enorme vittoria diplomatica per la Russia

The Saker, 13 maggio 2015, [qui]

Il 9 maggio spiegato agli italiani

Marco Bordoni, 8 maggio 2015, [qui]

Renzi dà il voltastomaco, ma la minoranza Pd è peggio

Aldo Giannuli, 7 maggio 2015, [qui]

Ma Putin cosa vuole?

Una importante analisi di Rostislav Ishchenko, 22 aprile 2015, [qui]

No guerra, no NATO: il silenzio sulla NATO, la disinformazione, la necessità di ripresa della mobilitazione contro la NATO

L'agenzia Sputnik intervista Manlio Dinucci, 23 aprile 2015, [qui]

Grecia: il fattore N(ato)

Manlio Dinucci, 7 aprile 2015, [qui]

La situazione militare in Ucraina orientale

Stefano Orsi, 3 aprile 2015, [qui]

Cresce la sfida della Grecia che si rivolge a Russia e Cina

Ambrose Evans-Pritchard, 1 aprile 2015, [qui]

Cosa sta succedendo in Medio Oriente?

Pier Luigi Fagan, 30 marzo 2015, [qui]

America divisa, Europa divisa

Giulietto Chiesa, 27 marzo 2015, [qui]

Venezuela: il decreto di Obama. Cosa c'è dietro?

Franco Vielma, 10 marzo 2015, [qui]

Negli USA è nato un nuovo movimento

John Catalinotto, 9 gennaio 2015, [qui]

Assalto allo Yemen. L'Impero dell'Ipocrisia

Toni Cartalucci, 26 marzo 2015, [qui]

Un ALBA per l'Europa

Intervista a Manlio Di Stefano M5S a cura di Alessia Lai e Francesca Dessì, 14 marzo 2015, [qui]

Gheddafi aveva previsto tutto

Ahmad Barkawi, 11 marzo 2015, [qui]

Perchè l'occidente odia Putin? La ragione segreta

Australian voice, 1 marzo 2015, [qui]

La strana alleanza tra Israele, Arabia Saudita e Al Qaeda

Robert Parry, 4 febbraio 2015, [qui]

Mai con la NATO, l'imperialismo, il PD (quindi neanche con capitan Padania)

Norberto Natali, 28 febbraio 2015, [qui]

! Perchè l'avanzata del fascismo è nuovamente il problema

John Pilger, 26 febbraio 2015, [qui]

Caso Nemtsov: i signori della guerra al lavoro in Russia e in occidente

Marco Bordoni, 2 marzo 2015, [qui]; vedi anche Russia, io non so chi ha ucciso Boris Nemtsov, Giulietto Chiesa 3 marzo 2015 [qui]

! Sull'orlo di un momento storico

Piotr, 27 febbraio 2015, [qui]

Comunismo, malattie infantili e fascisti del XXI secolo

Luca Donini, 20 febbraio 2015, [qui]; vedi anche Scomuniche e chiacchiere autoreferenziali? Non reggeranno!, Giulietto Chiesa, 18 febbraio 2015 [qui]

Renzi e Pinotti in Libia, ma per combattere la Russia

Comidad, 18 febbraio 2015, [qui]; vedi anche La Libia vittima dell'ONU, 12 febbraio 2015 [qui]

Le sanzioni occidentali e le percezioni russe

The Saker, 18 febbraio 2015, [qui]

! Benvenuti nel mondo reale!

Piero Pagliani, 17 febbraio 2015, [qui]

Lettera aperta ai cittadini che votano Pd

Pancho Pardi, 16 febbraio 2015, [qui]

L’inutile accordo voluto da tutti

The Saker, 13 febbraio 2015, [qui]

! La strategia del cane pazzo

Piotr, 11 febbraio 2015, [qui]

! La guerra è la sola igiene del mondo? Prospettive 2015

Piotr, 7 febbraio 2015, [qui]

[continua]    


Stefan Karganovic, Alexander Pavic

SREBRENICA 1995-2015

Solamente i fatti, senza propaganda o abbellimenti. Che cosa è irrefutabilmente stabilito e che cosa no. Per 20 anni il quadro completo di che cos'è accaduto, e che cosa no, a Srebrenica nel luglio del 1995, è stato soppresso. E' tempo di sollevare il velo della segretezza e della disinformazione.

Una lettura indispensabile per contrastare la propaganda delle guerre pretese "umanitarie" dell'occidente e la cosiddetta R2P (responsibility to protect)


Scarica il file pdf

9 maggio 1945 - 9 maggio 2015

K.Gossweiler   Il patto sovietico-tedesco del 1939
V. I. Ciuikov e altri   Lo scontro con il grosso delle forze dell'Asse
e la controffensiva che già nel 1941 faceva fallire il Blitzkrieg hitleriano
D. Losurdo   Stalin e la Grande Guerra Patriottica

STALIN
Discorso sul significato e le ragioni della vittoria
9 febbraio 1946



Scarica il file pdf

9 maggio 1945 - Per non dimenticare

CIVG Informa n.65

Dopo Tsipras e oltre Tsipras

Abbiamo aspettato un bel po' prima di commentare le vicende greche da cui sarebbero dipesi, inevitabilmente, fatti molto importanti che ci riguardano da vicino.
La rottura dell'anello debole della catena europea non si è dunque avuto e quindi la delusione può essere grande. Tradimento o realpolitik?
Dalle nostre considerazioni escludiamo le solite posizioni di coloro che gridano al tradimento perchè le questioni vanno analizzate oggettivamente. I 'rivoluzionari' del giorno dopo non ci aiutano a capire che cosa è successo e non solo in Grecia, ma anche in Europa.

Non abbiamo mai pensato che Syriza fosse una forza rivoluzionaria, come pensiamo che non lo siano gli spagnoli di Podemos e i cinque stelle di Beppe Grillo. Queste sono però forze reali che hanno coagulato i voti di molti milioni di persone e che minacciano questa Europa che è la gabbia economico-monetaria dentro cui i lavoratori, i disoccupati, i supersfruttati sono costretti a vivere. Come la minacciano? Non certamente in modo rivoluzionario, ma con la critica alla politica del rigore e cercando di allargare le maglie della politica monetarista.

Ma allora perchè Tsipras ha accettato l'accordo della Merkel? Semplicemente perchè non aveva un piano B a fronte di un eventuale fallimento della contrattazione con l'UE. Quando si è visto che la chiusura delle banche portava i greci alla disperazione, il leader di Syriza ha fatto la mossa del cavallo sparigliando i giochi e accettando l'accordo, un pessimo accordo che però evitava il salto nel buio dell'uscita dall'euro. Solo una forza rivoluzionaria con dietro una maggioranza di greci determinati a uscire in mare aperto control'UE avrebbe potuto affrontare una situazione di questo tipo. Qualcuno potrà dire che una tale forza politica esiste ed è il KKE, il partito comunista greco, ma i fatti ci dicono che, nonostante la profondità della crisi, i suoi consensi non sono aumentati ma diminuiti. Perchè Tsipras è rimasto al centro della partita? Questa è una materia di riflessione che a nostro parere conferma i caratteri di ambiguità che la situazione oggettiva presenta.
La rabbia cresce, ma non si è arrivati, in Grecia come in altri paesi europei, al livello delle rotture radicali. Bisogna scavare ancora per rendere irreversibile la crisi di questa Europa della finanza e della moneta forte a guida tedesca.

Quella della troika è stata però una vittoria di Pirro. Aver schiacciato un paese piccolo come la Grecia ha messo in evidenza di fronte ai popoli europei che l'UE non è un progetto comunitario che lavora per loro, ma una struttura di comando dove si giocano i grossi interessi economici di chi ne gestisce le leve. Quindi la sconfitta di Tsypras ha pesato molto di più sui suoi avversari che su chi, al momento, è uscito sconfitto.

Quali passaggi ci stanno ora di fronte? Uno è già evidente e si è manifestato all'ultimo momento delle trattative. La nascita dei pontieri che avevano, come Hollande, il compito di alleggerire la pillola amara del diktat, ma anche di aprire una fase nuova di recupero di una situazione che si era fatta controproducente per i 'vincitori'. Ci sarà dunque una fase 'riformista' con cui si tenteranno di incollare i cocci, ma le questioni di fondo restano. La situazione sociale che non tende a modificarsi, un'Europa che è avvolta dalle fiamme e dall'arrivo dei profughi e infine un'Europa che, con l'Ucraina, sollecitata dagli americani si è portata la guerra in casa.

Aginform

24 luglio 2015


Siamo al bagnasciuga

La caricatura mussoliniana di quel personaggio che interpreta oggi la figura di capo del governo è arrivata ormai ai discorsi del periodo del bagnasciuga quando, nel 1943, di fronte alle disfatte militari si cercava con la retorica di nascondere la realtà. Si è visto poi con lo sbarco in Sicilia come sono andate le cose. Il parallelo col 1943 non è poi così peregrino, perchè il quadro generale in cui la crisi italiana si muove è arrivato a una fase drammatica. La resa dei conti dell'UE con la Grecia prepara, finalmente diciamo noi, la tempesta dell'Euro, mentre incalzano le manovre militari americane nell'est europeo e la guerra in Medio Oriente e dintorni si allarga.

Siamo quindi alla vigilia di grandi avvenimenti in cui il modo di vivere degli italiani e le regole che hanno finora configurato lo scontro politico e di classe possono essere radicalmente modificate, il che fa apparire ancora più cialtronesco il modo di operare di Renzi e non credibili le veline su cui il nuovo Minculpop orienta la quasi totalità dei mass-media.

I conti sono in regola e l'Italia è forte, continua a ripetere quel servo sciocco dell'UE che è il ministro Padoan, quello che può essere definito il ragioniere della crisi economica. Ma ormai la retorica del nuovo unto dal signore non riesce a penetrare e mostra crepe sempre più evidenti. I fatti sono questi: il 53% degli italiani non vota, i successi dei 5Stelle ne consolidano il ruolo di opposizione radicale al governo e la destra trova sbocchi diversi da quelli di ruota di scorta di Renzi.

Finanche a sinistra, nella palude dei fiancheggiatori storici del PD, si sta tentando di ricostruire una forza elettorale per raccogliere il disagio di una parte dell'elettorato storico del Partito Democratico. Il disegno renziano, fatto di demagogia, di spacconate e di ideologia confindustriale, non ha più la forza e la credibilità di andare molto oltre.

E quindi? Quindi, a meno che gli avvenimenti internazionali non creino condizioni del tutto diverse, la situazione che si va del delineando è quella di una crisi del vecchio modo di governare, con un partito come quello di 5Stelle che assume il ruolo di Tsipras, anche se con contenuti diversi. In Italia il tema dominante è quello della criminalità politica e della corruzione più che quello economico sociale che non riesce ad emergere in modo forte con lotte che siano all'altezza della profondità della crisi economica. Un esempio è quello dei dipendenti pubblici: c'è voluta la sentenza della Corte Costituzionale per imporre lo sblocco dei contratti a una categoria sostanzialmente inerte, quanto allo scontro sul Jobs act, si è svolto sul terreno del dibattito politico più che dello scontro di classe e delle lotte. Solo la scuola è riuscita ad emergere come fattore importante della crisi del renzismo ed ha lasciato il segno, ma non ha trascinato altri settori sociali.

Se non vogliamo quindi che la crisi proceda senza che gli interessi di classe rimangano subordinati a ciò che emerge politicamente - e purtroppo dobbiamo tenere presente che c'è anche la destra di Salvini - bisogna superare il ritardo accumulato. Landini ha detto che i lavoratori sono privi di rappresentanza: dobbiamo fare in modo che questa ci sia per pesare sulle prospettive. Ma la rappresentanza non può essere affidata ad ambigue coalizioni sociali, ma direttamente ai lavoratori e alle lavoratrici.

Aginform

30 giugno 2015


Attenzione:
è iniziato un semestre di fuoco

Giugno-Novembre: inizia un semestre di fuoco. Prima che Cina e Russia arrivino a formare una solida alleanza non solo politica, economica, finanziaria, valutaria ma anche militare, e prima che esplodano le contraddizioni economiche del capitalismo occidentale, gli USA hanno urgenza e necessità di anticipare i tempi ed arrivare ad uno scontro decisivo che impedisca la formazione di un secondo asse di potenza nel pianeta, alternativo all'unipolarismo USA; contemporaneamente i paesi USA/Nato necessitano di distrarre l'attenzione delle popolazioni dagli effetti della crisi economica.

Russia e Cina ne sono già coscienti e si stanno preparando, fermo il loro interesse strategico a rinviare lo scontro frontale e a prendere tempo, possibilmente senza arretrare.

Il semestre inizia con questo giugno gravido di eventi, tra i quali, tutti a fine mese:

Luglio vedrà la riunione della SCO (un'alleanza militare asiatica a guida russo-cinese) che dovrà decidere sulle richieste di adesione, tra gli altri, di Iran, India, Pakistan.

Sempre a Luglio si riuniranno gli esponenti della Banca dei BRICS per muovere i primi significativi passi alternativi a FMI e Banca Mondiale.

LuglioAgosto vedranno negli Stati Uniti la prima e più vasta esercitazione militare per il controllo del proprio territorio, a riprova di come sia prevista una precipitazione della crisi economica e relative rivolte sociali, di cui abbiamo già visto i segnali a Fergusson e Baltimora. Non è quindi escluso un nuovo manifestarsi della crisi strutturale del capitalismo occidentale, che da anni cerca di rinviare l'esplosione delle proprie contraddizioni economiche e sociali ricorrendo al debito ed alla iper-stampa delle proprie valute imposte al resto del mondo.

A Settembre vi sarà in Europa la più grande esercitazione della Nato dalla fine della seconda guerra mondiale

Nel corso del semestre assisteremo all'accelerazione degli USA per costringere la UE a firmare il TTIP (ed in Asia l'accordo Transpacifico), in contrapposizione all'avanzare degli accordi inter-statali per "la nuova via della seta" cino-russa e alla nuova linea dei gasdotti russi per le forniture energetiche all'Europa.

Sempre entro la fine del semestre avremo la decisione degli organismi finanziari internazionali sulla definitiva consacrazione della valuta cinese come valuta internazionale, decisione non più rinviabile e che sancirebbe l'avvio della de-dollarizzazione su larga scala negli scambi commerciali internazionali.

In questo contesto geo-economico e politico si inseriscono gli scenari dei conflitti già aperti, quello ucraino, quello siriano/irakeno/mediorientale, quello libico e quelli potenzialmente pronti ad essere aperti, quali la Transnistria e le isole del Mar Cinese Meridionale. Altri scenari per ora a minor intensità riguardano i Balcani (Macedonia e Grecia in testa) e gli Stati sovrani dell'America latina, in primis Venezuela, Brasile, Argentina.

Tutti scenari che possono essere utilizzati dagli USA per rafforzare il proprio egemonismo e accelerare lo scontro con Russia/Cina.

Un semestre dunque caldo, molto caldo.

Riguardo al rinnovo delle sanzioni europee alla Russia, cosa inventeranno questa volta gli USA ed il loro regime fantoccio in Ucraina per costringere la UE a superare le proprie titubanze? La volta precedente gli USA dovettero far abbattere dal governo ucraino un aereo di linea, e questa volta? Una grande nuova provocazione? Un nuovo grande attacco su larga scala del regime ucraino in Donbass, incolpandone i russi? O una aggressione alla Transnistria per provocare l'intervento russo? In questo scenario cosa voglion dire la nomina del loro agente georgiano Saakhasvili a Governatore di Odessa, lo spostamento di missili anti-aerei ucraini tra Odessa e la Transnistria e, sulla costa adiacente il posizionamento di navi da guerra USA? Russi e cinesi sospettano che la ricerca dello scontro si stia orientando su questo scenario, tanto che per la prima volta hanno svolto esercitazioni navali congiunte nel Mar Nero.

Per gli Usa spingere l'Europa a nuove sanzioni anti-russe sarebbe un successo sia nel continuare l'isolamento europeo della Russia sia nel portare l'Europa nel vicolo cieco economico e politico che la costringerà a firmare il TTIP. Firma che vorrebbe dire unificazione anche economica delle forze NATO, avanzamento dell'accerchiamento di Cina e Russia, piegamento totale dell'Europa ai voleri delle multinazionali Usa ed alla legislazione dei loro tribunali con buona fine delle legislazioni sociali e sovrane dei singoli Stati europei .

(Nel piccolo, il recente scontro tra Usa e Fifa comprende entrambi questi elementi: abituare gli europei che la legislazione Usa prevale anche in Europa, e continuare l'isolamento della Russia tentando di annullare i prossimi mondiali in territorio russo. In questo scontro gli Usa hanno utilizzato una variante delle rivoluzioni colorate, quella della rivolta generica contro la corruzione, già testata recentemente in Brasile ed India )

Con la cooptazione forzata dell'Europa nel TTIP, gli USA uniscono il capitalismo occidentale contro il resto del mondo, andando allo scontro nelle migliori condizioni possibili, con l'aggiunta di un esercito irregolare come quello jihadista; mancherebbe poi solo di separare l'India dal fronte dei BRICS (magari contrapponendola alla Cina) e qualche altro decennio di sopravvivenza forse gli Usa e gli altri paesi della Nato potrebbero garantirselo, a spese del resto dell'umanità .

Ma questo gioco non è facile da condurre, o forse è troppo tardi. La crisi avanza negli Stati del capitalismo occidentale, la Russia resiste e la Cina avanza; inoltre segni di sfilacciamento emergono tra UE ed Usa; per esempio gli Usa hanno dovuto subire gli accordi di Minsk 2 voluti da Germania, Francia e Russia quando invece gli statunitensi volevano che la guerra continuasse in Ucraina con crescente intensità. Altro segno di sfilacciamento l'adesione di molti Stati europei sia alle transazioni commerciali in moneta cinese sia alla nuova Banca per le infrastrutture asiatiche, a cui gli USA non aderiscono, ma che anzi contrastano in quanto riducono il potere di FMI e Banca Mondiale da loro controllate. Titubanze europee comprensibili, visto che la UE ha assistito in questi ultimissimi anni al chiudersi delle sue fonti di approvvigionamento energetico a causa della strategia del caos a regia USA: caos in Libia e Nord-Africa (a quando l'Algeria?), caos in Ucraina, preparazione del caos in Macedonia per impedire la nuova direzione del gasdotto russo, caos in Siria e Iraq per impedire le forniture di gas e petrolio iraniano e irakeno. Con questa strategia del caos, gli Usa stanno mettendo in condizione l'Europa di dover dipendere dal 2018 dallo shale-gas americano, come ha promesso il capo neo-cons McCain al Congresso Usa. In questo contesto la carta greca può assumere una forte valenza geopolitica, in quanto la Grecia può mettere il veto a nuove sanzioni anti-russe o addirittura rompere il fronte e valutare le offerte russo-cinesi. Non credo che il governo greco abbia queste intenzioni, ma magari potrebbe essere sollecitato, paradossalmente, dalla stessa Germania.

Luigi Ambrosi

8 giugno 2015


 Cerca nel sito

 Note a margine

Associazione Stalin

Strumenti
per combattere
l'anticomunismo

Collegamenti
utili

L'editoriale
televisivo

Nuove Resistenze

Megachip




Comedonchisciotte


The Saker: ferma la guerra dell'impero contro la Russia


L'antidiplomatico
liberi di svelarvi il mondo


Osservatorio internazionale per i diritti

Russia
Today

[inglese]
[spagnolo]

Al Manar (Hezbollah)
[inglese]
[francese]
[spagnolo]

Siria e Libia

ALBA

Centro di Iniziative
per la Verità e la Giustizia

Presieduto da
Falco Accame

Le guerre USA-NATO
Global Research
[articoli in italiano]

Information Clearing House
[in inglese]

NO alla guerra
NO alla NATO

STOP NATO
Buona fonte di informazione
[in inglese]

Archivi di
AGINFORM
e della
FONDAZIONE PASTI

I quaderni di
AGINFORM