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AGINFORM

Per un Fronte Politico Costituzionale


Una rilettura di Togliatti, da Salerno a Yalta, per uscire dalla cultura post-sessntottina e riaprire la prospettiva del socialismo in Italia.

336 pagine a cura di Roberto Gabriele e Paolo Pioppi
€ 7,00 compresa la spedizione
Le copie vanno richieste a pasti@mclink.it specificando l'indirizzo per la spedizione. Riceverete anche le modalitÓ di pagamento.


Il volume documenta l'impegno di analisi e di discussione dei compagni di Aginform rispetto agli avvenimenti internazionali e interni che hanno coinvolto i comunisti dalla controrivoluzione in URSS e dal crollo dei sistemi socialisti europei e fino ad oggi.
Le posizioni espresse contrastano la pervasiva propaganda anticomunista, ma denunciano insieme i danni prodotti dalle pretese di rifondare comunismi privi di basi reali e da partiti virtuali che hanno dimostrato di non reggere alla prova dei fatti.
Il metodo seguito dimostra, crediamo, la sua validitÓ non solo nel rivisitare gli avvenimenti del passato, ma anche per affrontare da comunisti le sfide del presente.

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544 pagine a cura di Roberto Gabriele e Paolo Pioppi
€ 7,00 compresa la spedizione
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Pagamento tramite Paypal con destinatario pasti@mclink.it
o con altra modalitÓ da concordare.

Il nuovo obiettivo
di Aginform

Abbiamo già annunciato che Aginform nella veste avuta finora, cioè di analisi e orientamento sulle questioni generali che hanno caratterizzato gli anni che vanno dalla crisi del movimento comunista degli anni '90 del secolo scorso ad oggi, avrebbe concluso la sua funzione. Di questo lavoro sarà testimonianza il volume che uscirà alla fine di marzo e che avrà come titolo 'AGINFORM, lettere ai compagni'.
   Ora Aginform avrà invece un altro ruolo, quello di aprire la discussione su come definire una prospettiva politica in questa fase.


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208 pagine a cura di Roberto Gabriele e Paolo Pioppi.

Un percorso comunista che va dall'Organizzazione Proletaria Romana alla formazione delle Rappresentanze di Base sui luoghi di lavoro e dal Movimento per la Pace e il Socialismo fino all'Associazione Stalin. Una riflessione sul passato ma anche e soprattutto una indicazione di metodo per l'avvenire.

INDICE [qui]

Si può richiedere all'indirizzo pasti@mclink.it al prezzo di € 6,00 a copia (di cui € 1 per spedizione), pagabili da Paypal con destinatario pasti@mclink, oppure con ricarica tessera Postepay n. 4023 6009 5876 7677 o su conto corrente postale n. 78741444 intestato a Paolo Pioppi.












































































































































































































































A proposito del governo Draghi

  Bastonare il cane quando cade nell'acqua per evitare che morda ancora. Così diceva Mao indicando la necessità di attaccare il nemico in difficoltà. Quanto a Draghi, dopo la marcia trionfale che ha accompagnato la sua ascesa al governo, l'immagine comincia ad appannarsi e i suoi veri contorni si delineano più nettamente.

  Non c'è solamente Marco Travaglio, che sul Fatto Quotidiano gli fa puntualmente le pulci, a lui e al generale al seguito. Anche voci meno impegnate, come l'epidemiologo prof. Galli o l'economista ed ex ministro Vincenzo Visco esprimono giudizi pesanti sul suo operato. L'immagine che emerge dalle loro interviste è che l'uomo della provvidenza, non riuscendo a dare una giustificazione super partes del suo ruolo rispetto alla pandemia e alla auspicata ripresa economica che dovrebbe salvare l'Italia, si è gettato a capofitto sulla questione della chiusura di locali, discoteche, centri turistici ecc. su cui la destra, Salvini in testa, ha messo l'imprimatur, per tentare un'operazione di portata più vasta. Dietro la cortina fumogena delle proteste di piazza di ristoratori e ambulanti sta emergendo infatti la vera sostanza dell'operazione Draghi: l'apertura dei locali è accompagnata da un inno al rilancio delle politiche liberiste.

  Libertà, libertà, il grido che viene dalle piazze non è altro che un invito a riprendere la vecchia strada dello 'sviluppo', a partire dal famoso Recovery Fund che altro non è che il grosso affare delle consorterie di sempre. Si parla di apertura di cantieri e di opere pubbliche e investimenti. Ritorna l'alta velocità e alla fine si potrebbe persino rispolverare il ponte di Messina. Alla faccia dunque della pandemia e dell'equità sociale, come devono ammettere personaggi non certo rivoluzionari come Galli e Visco.

  Che la liquidazione di Conte da parte del killer Renzi fosse un delitto su commissione per riprendere il controllo della situazione era evidente fin dall'inizio. Ora, per scoprire le carte sui contenuti di questa operazione c'è voluto il combinato disposto ristoratori-Salvini che dà l'occasione al capo del governo per innestare l'acceleratore. Questo rende ancora più vergognoso il ruolo dei Cinque Stelle, di LEU e del PD che hanno fatto finta di credere all'appello di Mattarella per superare, col richiamo all'unità nazionale, le emergenze economiche e sanitarie.

  In questo governo, atlantico ed europeista, non c'è niente di sinistra. C'è solo la capitolazione di quelli che sono passati dal governo Conte a quello con Salvini e Berlusconi. E certamente, alla resa dei conti elettorale gli autori del voltafaccia ne dovranno pagare le conseguenze. Impegnamoci intanto su questo per dimostrare che il popolo italiano non è così stupido da credere a quello che dice Mattarella. La sconfitta elettorale dei 5 Stelle e del PD è una precondizione per la ripresa dell'autonomia politica della sinistra e in particolare di quella impegnata contro il liberismo.

  La navigazione di Draghi non è però tranquilla, non solo perchè dalla Val di Susa ci viene un buon segnale di lotta - che purtroppo però non ha la forza di esprimere tutta la sua potenzialità perchè la situazione della sinistra che si definisce antagonista risulta sempre a circuito chiuso e non riesce ad espandere i segnali di lotta - ma anche perchè il governo dovrà a breve rendere conto del risultato del suo operato ai settori sociali che sono stati più colpiti dalla pandemia e dalla crisi economica e con la linea liberista non si va lontano. Su questo bisogna quindi aspettarlo al guado.

  Già da ora però la battaglia è aperta, e proprio sulla questione dei vaccini e della gestione della pandemia. I segnali dati fino ad ora a sinistra sono ancora deboli se messi a confronto con l'azione di Salvini sulle riaperture. Alcuni di questi segnali vanno nella direzione giusta, ma sono espressi nel solito modo: non conta il risultato bensì quello che diciamo, i temi ci sono, sanità pubblica, liberalizzazione della proprietà dei vaccini, ma manca il retroterra politico organizzato che sappia gestire la battaglia sulla pandemia e rovesciare la logica salviniana del liberare tutti, il cavallo di Troia su cui passa il liberismo di Draghi.

  Bisogna dunque insistere e dimostrare non solo di aver capito la posta in gioco dello scontro sulla pandemia e i vaccini, ma anche di saper costruire strumenti efficaci che noi pensiamo potrebbero prendere la forma di un Tribunale permanente di difesa della salute pubblica. Uno strumento unitario che metta a frutto, senza localismi e iniziative di facciata, le esperienze fatte finora.

Aginform
20 aprile 2021

Un appello alla mobilitazione unitaria di chi vuole lottare contro la logica privatistica, per una sanitÓ pubblica ed efficiente, per denunciare le responsabilitÓ dei liberisti sui vaccini,
contro la demagogia della destra.
Per raccogliere la sfida al governo della finanza e dei militari


Dai cocci non nasce nulla

  Rifondazione comunista ha aperto la discussione, attraverso la teleconferenza del 28 marzo, su una proposta di ricostituzione di una forza di sinistra che raccolga la sfida di Draghi e crei le condizioni per una alternativa. L'intenzione è sicuramente interessante e va esaminata attentamente.

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Discutere senza trovare scorciatoie

  Intervenendo nella vostra discussione [*] sui punti di programma che vi siete dati e che in gran parte condividiamo segnaliamo che da più parti si esprime l'esigenza di fare un passo in avanti per affrontare la nuova fase politica. Il segnale è dunque buono, ma a nostro parere bisogna evitare di sconfinare nel libro dei sogni e ridurci come sempre a costruire altre nicchie che coinvolgono solo gli addetti ai lavori. Un passaggio politico vero presuppone che ci si misuri, non solo a parole, con un progetto che sappia delineare una prospettiva politica, che raccolga le esigenze di questa fase e sia convincente per settori popolari e progressisti significativi.

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Dopo Draghi, Letta:
la normalizzazione continua

Una riflessione su come preparare una risposta
che non sia di pura testimonianza


  Letta è arrivato per 'modernizzare' il PD e toglierlo da una condizione di rissa permanente e di subordinazione politica. Chi ha deciso di sostituire Zingaretti con Letta ha però in mente anche una ridefinizione complessiva degli equilibri politici in Italia all'interno del quadro europeista e atlantico. Bisogna vedere in questo passaggio non solo un'alternanza di leadership, ma qualcosa di molto più ampio, che è partito dalla defenestrazione di Conte. Siamo in piena pandemia, ma parallelamente siamo dentro una operazione di riorganizzazione del campo imperialista occidentale che coinvolge l'EU e i rapporti con gli USA.

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E' possibile aprire una fase nuova
per una sinistra coerente e non trasformista?

  Questa è la domanda che molti (?) di noi si pongono davanti agli sviluppi della situazione in Italia.

  Partiamo dalla constatazione non ottimista che nel giro di qualche mese abbiamo avuto il golpe di Draghi e le dimissioni di Zingaretti, che non vanno assolutamente sottovalutate perchè dimostrano che il nemico non fa prigionieri ed ha killer come Renzi a disposizione. Il progetto è quello di radere al suolo ogni ipotesi di fronte di sinistra, seppure molto istituzionale, e proporre brutalmente un governo che per un lungo periodo abbia come base un'Italia euro-atlantista. Ovviamente dobbiamo aggiungere che la responsabilità di quello che è accaduto è anche di chi si è prestato al gioco mattarelliano della 'unità nazionale'. Beppe Grillo in primis.

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La battaglia dei vaccini

  Le sfilate identitarie contro il 'governo della finanza' si sono puntualmente ripetute e, come è naturale che fosse, hanno lasciato il tempo che hanno trovato.

  Ora però più che alla polemica bisogna pensare seriamente alla situazione in cui ci troviamo e come affrontarla. Dovrebbe essere il compito prioritario di chi ha intenzione di misurarsi seriamente con ciò che sta accadendo e soprattutto dovrebbe essere il dovere di una sinistra popolare.

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Non perdere l'occasione

  La rottura del pensiero unico attorno a Draghi operata dal Fatto quotidiano, dai deputati e senatori 5 stelle che hanno votato NO al nuovo governo e dalla posizione presa da Sinistra italiana rafforza il movimento unitario contro il liberismo e l'atlantismo.

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Fuori dal coro
Resistenza e riorganizzazione

  La sinistra inesistente, quella identitaria e quella movimentista, ha di fatto ignorato il passaggio politico da Conte a Draghi, così come prima faceva finta di ignorare le ragioni che portavano la quasi totalità degli organi di stampa e le istituzioni di regime a combattere il governo. E' un po' come Totò di “e che mi chiamo Pasquale?

  Noi abbiamo combattuto, invece, in tutti questi mesi per affermare un orientamento diverso e ci sembra che i fatti ci diano ragione. Sennò non si spiegherebbe il killeraggio di Renzi e l'arrivo di Draghi. Battuto nel tentativo di screditare, sul piano politico e mediatico, il governo Conte, il fronte liberista ha assoldato il suo sicario e organizzato un vero e proprio golpe. Con il consenso del capo dello stato è stato preparato un programma di 'unità nazionale' che rimette le cose a posto rispetto a una situazione che, a partire dal recovery fund, stava sfuggendo di mano ai gruppi di potere tradizionali, che poi sono i mandanti del golpe Draghi e da tempo svolgono, quasi in esclusiva una campagna agitatoria attraverso mass-media e stuoli di 'esperti'.

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UNITI
CONTRO IL GOLPE

Il governo Conte è stato rovesciato, organizziamo la protesta

  Il killer è stato un mercenario di nome Matteo Renzi, ma la mano che l'ha armato è fatta di tutta quella schiera di benpensanti, delle grandi e piccole consorterie economiche, delle logge massoniche, della finanza italiana ed europea, delle forze liberiste che rivogliono il controllo totale della gestione pubblica e degli strumenti del potere, di quella lurida accozzaglia di pennivendoli e opinionisti che hanno in tutti questi mesi remato per convincerci che il governo Conte era il peggiore e più sprovveduto dei governi.

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I due Matteo finalmente insieme: all'opposizione

  Il dibattito sulla fiducia alla Camera e al Senato non poteva andare meglio. Conte ha tenuto testa al bullo di Rignano e anche i suoi compari all'interno del PD hanno visto vanificati i loro sforzi per ridimensionarlo.

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La sorte di Conte
e il ruolo di un movimento popolare antifascista

  Per la sinistra inerte, come possiamo constatare, l'attuale feroce scontro politico che vede Conte al centro dell'attacco appare un fatto senza significato ed è meglio dunque starsene alla finestra. Ma, come abbiamo più volte sottolineato, bisogna spiegarsi come mai il 95% della stampa e dei media, a trazione liberista e fascio leghista, si è assunto il compito preminente di incitare al rovesciamento di questo governo: su qualsiasi argomento e con ogni pretesto, 'a prescindere'.

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Il governo Conte
e le alternative possibili

  Da quando si è costituito il governo Conte 2 incessante è stata l'azione della destra e delle forze del liberismo trasversale per recuperare terreno e imporre il controllo totale sulle scelte governative. L'equilibrio nelle forze di governo ha impedito finora che l'operazione andasse in porto, anche per la capacità' del presidente Conte di dare stabilità a un progetto di apertura su questioni importanti che hanno attinenza coi rapporti nell'UE e per le misure anticovid che nella prima fase della pandemia sono risultate efficaci.

   Ora che la situazione sanitaria sta precipitando si sono messi in moto però meccanismi che prefigurano scenari politici e sociali più cupi. La destra cerca di guadagnare spazi dopo un periodo di sofferenza ma, soprattutto, il liberismo istituzionale si è di nuovo scatenato accusando Conte e i suoi ministri di essere incompetenti e in taluni casi addirittura criminali.

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E' possibile evitare
un governo fascio-liberista?

Il Covid esiste e picchia duro. Non è solo una questione sanitaria, ma sta incidendo anche sugli equilibri politici e sul futuro. Non rendersene conto e seguire la corrente che sta montando in questi giorni ci porterà ad esiti inaspettati e negativi.

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Attuare la Costituzione
e impedire manipolazioni
e strumentalizzazioni

Lettera aperta al presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena


Egregio presidente,

   dal momento che Lei è per noi un punto di riferimento per tutto ciò che concerne la difesa e la lotta per l'attuazione della Costituzione, come abbiamo sempre riconosciuto nei contatti avuti finora, cogliamo l'occasione di una Sua intervista, recentemente pubblicata sul sito Marx XXI, per fare alcune considerazioni su ciò che sta accadendo.



La risposta
di Paolo Maddalena

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Innanzitutto vogliamo chiarire che il movimento per la difesa e l'attuazione della Costituzione è bene che prenda nettamente le distanze - come Lei ha fatto - da gruppi che in nome di un malinteso sovranismo stanno contribuendo in realtà ad allargare l'area della destra, salviniana o di altra ispirazione, con una confusa agitazione sedicente libertaria, che viene strumentalmente giustificata anche con richiami assolutamente impropri alla Costituzione del 1948.

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Movimento politico
o diciannovismo da operetta?

  Tutti ricorderanno la definizione di diciannovismo attribuita al movimento di lotta che con molta drammaticità si sviluppò in Italia subito dopo la prima guerra mondiale. Si trattava, appunto, del 1919 quando operai e braccianti conducevano scontri durissimi con i padroni del vapore e con gli agrari perchè, dopo il massacro della guerra, le condizioni di lavoro - quando c'era - si dimostravano insopportabili. La questione all'epoca non era la mancanza di combattività dei lavoratori, ma la mancanza di direzione politica delle lotte e di chiarezza sugli obiettivi. Il massimalismo socialista era un misto di demagogia e opportunismo e ci volle la scissione di Livorno per tentare di raddrizzare la deriva. La parola giusta è appunto 'tentare' di raddrizzare, perchè ci vollero una dittatura di vent'anni e una nuova guerra mondiale per cambiare le cose.

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Socialismo e Costituzione

Per esplicitare la nostra posizione sul richiamo alla Costituzione abbiamo messo in chiaro alcune questioni di carattere preliminare. Tre in particolare:


1. Il discorso sulla difesa della Costituzione ha finora espresso solo un livello strettamente connesso a questioni di funzionamento delle istituzioni, relative al bicameralismo, alla autonomia differenziata, ai criteri numerici della rappresentanza, ai sistemi di votazione. Alcune di queste questioni hanno sicuramente un valore importante per impedire che la Costituzione venga manipolata introducendo differenziazioni tra italiani in base alle regioni in cui vivono, approvando leggi elettorali che stravolgono i criteri di rappresentanza, dando ai partiti e non agli elettori il diritto di scegliere i candidati che saranno effettivamente eletti. Nessuno di quelli che si mobilitano per difendere la Costituzione su questi temi si è posto però il problema di come viene applicato il diritto di associazione sindacale nei posti di lavoro. Eppure le norme relative riguardano più di venti milioni di lavoratori.

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La vittoria del SÍ al referendum
e la sconfitta della destra alle regionali
in Toscana, in Puglia e Campania
rafforza il fronte antiliberista

  Il 70% dei voti al SÍ, con una partecipazione di votanti che è andata oltre il 50% e il fatto che in Toscana, in Campania e in Puglia le liste della destra sono state sconfitte apre indubbiamente scenari diversi da quelli catastrofici descritti dai media di regime e da un nugolo di 'personalità' che si sono mobilitate per far prevalere il NO nonostante l'approvazione quasi unanime in parlamento della legge sulla riduzione del numero di deputati e senatori.


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Come difendere la Costituzione
e perchŔ

In questi ultimi tempi il discorso sulla Costituzione e sulla sua difesa ha visto un'accelerazione in rapporto al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Nel confronto in corso si cerca di far apparire che chi vota NO difende la Costituzione mentre chi vota SÍ sarebbe propenso a manipolarla.

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La posta in gioco

Appello alla sinistra del NO
perchè riconsideri la sua scelta


Nella sinistra, il SÍ e il NO non devono provocare una guerra di religione, ma essere un'occasione per riflettere e discutere non solo sulle opzioni relative al referendum, ma anche sulla fase politica che stiamo attraversando e su come una sinistra concretamente legata ai problemi politici e ai passaggi della fase dovrebbe collocarsi. Questo è il problema da cui partire, non se mantenere o ridurre il numero attuale dei seggi parlamentari.

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Perchè votare SÍ

La posizione del Fronte Politico Costituzionale
sul referendum per la riduzione del numero dei parlamentari


Aumentare o diminuire il numero dei parlamentari ha ben poco a che fare con il principio della rappresentanza democratica. Chi vuol far credere che questa dipenda da quanti deputati e senatori siedono in parlamento usa l'argomento a fini strumentali per un obiettivo dichiaratamente politico, che è quello di condurre una battaglia contro il governo Conte, e per mantenere in piedi un sistema di corruttela che passa anche attraverso la manipolazione della rappresentanza con le leggi elettorali maggioritarie e la compravendita di deputati e senatori raccolti nella palude del parlamento.

   Non è un caso che dopo che la legge sulla riduzione dei parlamentari è stata votata a larghissima maggioranza si è attivato un fronte trasversale per sostenerne l'abrogazione con il NO. I vecchi maneggioni della 'rappresentanza' non vogliono perdere la loro platea di riferimento.

29 agosto 2020

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I compiti
del movimento antiliberista oggi

   Il discorso politico che è già stato aperto, e in varie direzioni, con l'intenzione di suscitare un dibattito che ci porti fuori delle secche in cui una sinistra inesistente cerca di mantenere i suoi riti, senza intaccare minimamente i rapporti di forza, ha bisogno oggi di verifiche e di aggiornamenti continui.

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La sfida politica di Conte
Capire prima di aprir bocca

  Come era lecito aspettarsi, si continua a vedere l'albero e non la foresta. A destra, dopo qualche sbandamento iniziale, Salvini e Meloni hanno riproposto il loro show finto-sovranista qualificando l'accordo di Bruxelles sul ricovery fund come un bidone.

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Autostrade, Alitalia, ILVA
la posta in gioco della battaglia in corso

  Hanno perso la testa, ma la battaglia Ŕ ancora in corso e non si sono certo arresi.

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Due chiarimenti sulle prospettive

  L'aver imboccato la strada di creare un movimento politico organizzato con lo slogan Cambiare l'Italia attuando la Costituzione comporta la capacitÓ di individuare costantemente i nodi dello scontro politico e sociale che contraddistinguono da una parte la linea liberista e dall'altra le spinte politiche e sociali che al liberismo si oppongono.

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La linea del Fronte
Come organizzare la lotta contro la destra e i liberisti
nel periodo del coronavirus e della crisi economica


  Sulla questione della lotta al virus e alle sue conseguenze economico-sociali si sta conducendo nel nostro paese una grande battaglia tra le forze in campo. Da una parte la destra politica e l'ampio ventaglio dei liberisti diversamente collocati e dall'altro coloro che tendono a garantire la salute dei cittadini e ad esigere provvedimenti economici a favore dei lavoratori e dei cittadini colpiti dalla crisi.
   Il governo Conte ha dimostrato finora di saper gestire la situazione sanitaria nel modo pi¨ responsabile possibile, con limiti dovuti spesso a condizioni oggettive e nonostante il sabotaggio dei 'governatori' regionali della destra..


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Uscire dalla crisi attuando la Costituzione

Dal sito dell'associazione Attuare la Costituzione, fondata da Paolo Maddalena, presidente emerito della Corte Costituzionale, riprendiamo [qui] il documento "Uscire dalla crisi attuando la Costituzione". Si tratta infatti di un testo di estrema utilitÓ per l'elaborazione del programma e la definizione del ruolo del Fronte Politico Costituzionale


Per una rivoluzione democratica
basata sulla Costituzione

A proposito del manifesto
"Per la rinascita dell'Italia attraverso l'economia reale e l'osservanza della Costituzione"


Far nascere una formazione politica che raccolga le spinte al cambiamento è un'esigenza che sta maturando in molti, anche se l'obiettivo non è così a portata di mano. Questa esigenza, seppure non facile da tradurre in progetto politico, sta incrociando una situazione oggettiva, dovuta alla crisi del coronavirus e allo smascheramento del ruolo dell'UE come portatrice di un meccanismo al servizio della finanza e dell'Europa liberista. Per coloro che da tempo conducono la battaglia per cambiare lo stato di cose presente è arrivato il momento di porsi al livello che la nuova situazione impone.


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IL 15 FEBBRAIO ERAVAMO
IN PIAZZA SS. APOSTOLI
PER SOSTENERE
LA BATTAGLIA DEI 5 STELLE
E FAR CONOSCERE
GLI OBIETTIVI DEL
FRONTE POLITICO COSTITUZIONALE








Articolo 11
Imponiamo il rispetto della Costituzione


Roma, 11 gennaio - piazza ss.Apostoli

  Nell'ambito della campagna iniziata dal Fronte Politico Costituzionale per il rispetto dell'art.11 della Costituzione che vieta la partecipazione dell'Italia ad azioni di guerra per la soluzione di controversie internazionali, sabato 11 gennaio si è svolto un presidio a Roma, in prossimità del Quirinale, finalizzato alla consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella della lettera che [qui] pubblichiamo, in cui si chiede


- il ritiro delle truppe italiane dai teatri di guerra
- il divieto di usare basi italiane per azioni militari all'estero
- l'abolizione degli embarghi verso altri paesi.


Chiamiamo in causa il Presidente Mattarella perchè, come garante della Costituzione non può e non deve consentire le violazioni dell'art.11.

   Il Fronte Politico Costituzionale si augura che tutti coloro che condividono la battaglia per il rispetto dell'art.11 sapranno unirsi e collaborare al raggiungimento degli obiettivi.



Cambiare l'Italia
attuando la Costituzione

Su questo obiettivo bisogna che convergano tutte le forze popolari e progressiste.
L'applicazione dei punti fondamentali della Costituzione repubblicana non è un richiamo retorico a un glorioso passato, ma una necessità obiettiva che scaturisce dalla situazione economica e sociale creata dalle forze liberiste e un passaggio obbligato per uscire dalla logica liberista e privatistica che governa da decenni la società italiana.
Bisogna creare un vasto movimento unitario e organizzato per l'attuazione del dettato costituzionale su un programma che prevede in particolare:

il rifiuto delle guerre e degli embarghi economici contro altri paesi e il rispetto della sovranità nazionale

l'indirizzo dell'economia nazionale a fini sociali e non regolata dal profitto privato e dalla logica della finanza speculativa e il contrasto degli effetti devastanti dell'economia liberista a livello nazionale e internazionale

il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei cittadini in materia di condizioni di lavoro, di salute, di salario e pensioni, scuola e ambiente.


Su questo programma
stiamo costruendo il
Fronte Politico Costituzionale


PerchŔ un
Fronte Politico Costituzionale

Per aprire il discorso sul FPC ricorriamo a una frase celebre di Marx: "l'umanità si pone sempre solo i compiti che può risolvere". E' importante sottolineare questa frase per uscire da un dilemma in cui ci dibattiamo nella sinistra tra il trasformismo elettoralistico che passa per tattica e l'antagonismo 'a prescindere', senza una base razionale e strategica, che poi quasi sempre tracima nel trasformismo.

Il testo che segue deriva da un'analisi della fase che stiamo attraversando e serve ad aprire un discorso che sia la sintesi tra una necessità storica e il programma che ci consenta di affrontarla

.

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I comunisti
e il Fronte Politico Costituzionale

Sono circa due anni che si è aperta una fase nuova della politica italiana rispetto alla quale le forze tradizionalmente di opposizione sono rimaste spettatrici o anche inchiodate in una posizione di principio che ha congelato potenzialità e iniziative e che non ha certo contribuito a portare avanti la situazione.

Per questo, dopo un dibattito durato un periodo non breve e che viene documentato nel volume Lettere ai compagni ci siamo decisi ad avanzare una proposta attorno alla quale sollecitare una discussione e una definizione programmatica che avvii una nuova aggregazione unitaria in grado di incidere sul terreno dello scontro politico e di classe.


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