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AGINFORM

Per un Fronte Politico Costituzionale


Il volume documenta l'impegno di analisi e di discussione dei compagni di Aginform rispetto agli avvenimenti internazionali e interni che hanno coinvolto i comunisti dalla controrivoluzione in URSS e dal crollo dei sistemi socialisti europei e fino ad oggi.
Le posizioni espresse contrastano la pervasiva propaganda anticomunista, ma denunciano insieme i danni prodotti dalle pretese di rifondare comunismi privi di basi reali e da partiti virtuali che hanno dimostrato di non reggere alla prova dei fatti.
Il metodo seguito dimostra, crediamo, la sua validitÓ non solo nel rivisitare gli avvenimenti del passato, ma anche per affrontare da comunisti le sfide del presente.

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544 pagine a cura di Roberto Gabriele e Paolo Pioppi
€ 7,00 compresa la spedizione
Le copie vanno richieste scrivendo a pasti@mclink.it
Pagamento tramite Paypal con destinatario pasti@mclink.it
o con altra modalitÓ da concordare.

Il nuovo obiettivo
di Aginform

Abbiamo già annunciato che Aginform nella veste avuta finora, cioè di analisi e orientamento sulle questioni generali che hanno caratterizzato gli anni che vanno dalla crisi del movimento comunista degli anni '90 del secolo scorso ad oggi, avrebbe concluso la sua funzione. Di questo lavoro sarà testimonianza il volume che uscirà alla fine di marzo e che avrà come titolo 'AGINFORM, lettere ai compagni'.
   Ora Aginform avrà invece un altro ruolo, quello di aprire la discussione su come definire una prospettiva politica in questa fase.


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208 pagine a cura di Roberto Gabriele e Paolo Pioppi.

Un percorso comunista che va dall'Organizzazione Proletaria Romana alla formazione delle Rappresentanze di Base sui luoghi di lavoro e dal Movimento per la Pace e il Socialismo fino all'Associazione Stalin. Una riflessione sul passato ma anche e soprattutto una indicazione di metodo per l'avvenire.

INDICE [qui]

Si può richiedere all'indirizzo pasti@mclink.it al prezzo di € 6,00 a copia (di cui € 1 per spedizione), pagabili da Paypal con destinatario pasti@mclink, oppure con ricarica tessera Postepay n. 4023 6009 5876 7677 o su conto corrente postale n. 78741444 intestato a Paolo Pioppi.


























































































La vittoria del SÍ al referendum
e la sconfitta della destra alle regionali
in Toscana, in Puglia e Campania
rafforza il fronte antiliberista

  Il 70% dei voti al SÍ, con una partecipazione di votanti che è andata oltre il 50% e il fatto che in Toscana, in Campania e in Puglia le liste della destra sono state sconfitte apre indubbiamente scenari diversi da quelli catastrofici descritti dai media di regime e da un nugolo di 'personalità' che si sono mobilitate per far prevalere il NO nonostante l'approvazione quasi unanime in parlamento della legge sulla riduzione del numero di deputati e senatori.

   E' vergognoso che in questa gazzarra si sia mischiata tra gli altri un'associazione come l'ANPI che da molti anni era sembrata un possibile punto di coagulo di una sinistra democratica non omologata.

   Ora però che la manovra di usare il referendum come clava contro il governo Conte e mantenere il potere delle camarille è stata sventata, per cogliere appieno i frutti dei risultati delle urne bisogna delineare i nuovi necessari passaggi della battaglia tra liberisti e conservatori di destra e le forze antiliberiste.

   Uno dei terreni su cui si svolgerà il confronto è quello del sistema elettorale, che deve diventare proporzionale e con l'indicazione delle preferenze per evitare sia elezioni manipolate coi sistemi maggioritari, sia le nomine a tavolino di chi sarà eletto.

   Oltre a questo però il risultato elettorale deve essere l'occasione per chiarire i termini di una strategia politica sulla quale bisognerà muoversi nel prossimo futuro. Questa strategia deve tenere conto di come si è configurato oggi lo scontro politico in Italia dopo la formazione del governo Conte. Da una parte abbiamo una destra a guida Lega-FdI e le forze liberiste organizzate nella Confindustria e nei centri del potere mediatico, dall'altra un governo riformista dentro cui i Cinque Stelle svolgono un ruolo positivo importante.

   In questo contesto per fare avanzare un programma antiliberista legato alle esigenze popolari bisogna saper individuare il nemico principale. Mettere sullo stesso piano la destra e il governo Conte è un errore che non possiamo permetterci, così come lo è stato il travisamento della realtà con cui gruppi che si dichiarano alternativi e di sinistra, dimostrando grande immaturità politica, hanno scambiato la riduzione dei parlamentari per un attacco alla democrazia. Contro queste posizioni è ormai arrivato il momento di condurre una battaglia politica a fondo che è una delle condizioni per far crescere nella nuova situazione un movimento politico popolare e di classe che contribuisca, da una posizione di autonomia, alla lotta contro la destra e la logica liberista e imponga l'attuazione della Carta costituzionale, che è la base per la costruzione di una società non basata sul profitto e può rappresentare un passaggio per ulteriori cambiamenti dell'assetto sociale.

   Come abbiamo detto alla vigilia del referendum, non vogliamo condurre una guerra di religione, ma non possiamo permettere che una 'sinistra per Salvini', come è stata efficacemente chiamata, continui a seminare confusione nelle nostre file. Tutte le energie della sinistra devono oggi essere utilizzate per rafforzare la linea antiliberista operando affinchè l'economia italiana esca dalla crisi con un indirizzo sociale preciso a favore dei ceti popolari e lavorando con più determinazione e chiarezza sugli obiettivi che sono da tempo alla base della nostra prospettiva politica.

   Nei prossimi mesi si tratterà di verificare gli indirizzi del governo Conte sulle questioni di politica economica e internazionale, che non sono affatto scontati dato che i liberisti, che agiscono come una quinta colonna anche all'interno della maggioranza e del governo, cercano continuamente di rialzare la testa sfruttando le deficienze e le difficoltà che, in una situazione come l'attuale, necessariamente si manifestano.

   Non c'è niente di scontato dunque nell'evoluzione della situazione, ma certo è che l'esito del voto ha consolidato la nostra prospettiva e ci rende più ottimisti sul futuro.

Fronte Politico Costituzionale
21 settembre 2020

Come difendere la Costituzione
e perchŔ

In questi ultimi tempi il discorso sulla Costituzione e sulla sua difesa ha visto un'accelerazione in rapporto al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Nel confronto in corso si cerca di far apparire che chi vota NO difende la Costituzione mentre chi vota SÍ sarebbe propenso a manipolarla.

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La posta in gioco

Appello alla sinistra del NO
perchè riconsideri la sua scelta


Nella sinistra, il SÍ e il NO non devono provocare una guerra di religione, ma essere un'occasione per riflettere e discutere non solo sulle opzioni relative al referendum, ma anche sulla fase politica che stiamo attraversando e su come una sinistra concretamente legata ai problemi politici e ai passaggi della fase dovrebbe collocarsi. Questo è il problema da cui partire, non se mantenere o ridurre il numero attuale dei seggi parlamentari.

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Perchè votare SÍ

La posizione del Fronte Politico Costituzionale
sul referendum per la riduzione del numero dei parlamentari


Aumentare o diminuire il numero dei parlamentari ha ben poco a che fare con il principio della rappresentanza democratica. Chi vuol far credere che questa dipenda da quanti deputati e senatori siedono in parlamento usa l'argomento a fini strumentali per un obiettivo dichiaratamente politico, che è quello di condurre una battaglia contro il governo Conte, e per mantenere in piedi un sistema di corruttela che passa anche attraverso la manipolazione della rappresentanza con le leggi elettorali maggioritarie e la compravendita di deputati e senatori raccolti nella palude del parlamento.

   Non è un caso che dopo che la legge sulla riduzione dei parlamentari è stata votata a larghissima maggioranza si è attivato un fronte trasversale per sostenerne l'abrogazione con il NO. I vecchi maneggioni della 'rappresentanza' non vogliono perdere la loro platea di riferimento.

29 agosto 2020

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I compiti
del movimento antiliberista oggi

   Il discorso politico che è già stato aperto, e in varie direzioni, con l'intenzione di suscitare un dibattito che ci porti fuori delle secche in cui una sinistra inesistente cerca di mantenere i suoi riti, senza intaccare minimamente i rapporti di forza, ha bisogno oggi di verifiche e di aggiornamenti continui.

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La sfida politica di Conte
Capire prima di aprir bocca

  Come era lecito aspettarsi, si continua a vedere l'albero e non la foresta. A destra, dopo qualche sbandamento iniziale, Salvini e Meloni hanno riproposto il loro show finto-sovranista qualificando l'accordo di Bruxelles sul ricovery fund come un bidone.

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Autostrade, Alitalia, ILVA
la posta in gioco della battaglia in corso

  Hanno perso la testa, ma la battaglia Ŕ ancora in corso e non si sono certo arresi.

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Due chiarimenti sulle prospettive

  L'aver imboccato la strada di creare un movimento politico organizzato con lo slogan Cambiare l'Italia attuando la Costituzione comporta la capacitÓ di individuare costantemente i nodi dello scontro politico e sociale che contraddistinguono da una parte la linea liberista e dall'altra le spinte politiche e sociali che al liberismo si oppongono.

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La linea del Fronte
Come organizzare la lotta contro la destra e i liberisti
nel periodo del coronavirus e della crisi economica


  Sulla questione della lotta al virus e alle sue conseguenze economico-sociali si sta conducendo nel nostro paese una grande battaglia tra le forze in campo. Da una parte la destra politica e l'ampio ventaglio dei liberisti diversamente collocati e dall'altro coloro che tendono a garantire la salute dei cittadini e ad esigere provvedimenti economici a favore dei lavoratori e dei cittadini colpiti dalla crisi.
   Il governo Conte ha dimostrato finora di saper gestire la situazione sanitaria nel modo pi¨ responsabile possibile, con limiti dovuti spesso a condizioni oggettive e nonostante il sabotaggio dei 'governatori' regionali della destra..


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Uscire dalla crisi attuando la Costituzione

Dal sito dell'associazione Attuare la Costituzione, fondata da Paolo Maddalena, presidente emerito della Corte Costituzionale, riprendiamo [qui] il documento "Uscire dalla crisi attuando la Costituzione". Si tratta infatti di un testo di estrema utilitÓ per l'elaborazione del programma e la definizione del ruolo del Fronte Politico Costituzionale


Per una rivoluzione democratica
basata sulla Costituzione

A proposito del manifesto
"Per la rinascita dell'Italia attraverso l'economia reale e l'osservanza della Costituzione"


Far nascere una formazione politica che raccolga le spinte al cambiamento è un'esigenza che sta maturando in molti, anche se l'obiettivo non è così a portata di mano. Questa esigenza, seppure non facile da tradurre in progetto politico, sta incrociando una situazione oggettiva, dovuta alla crisi del coronavirus e allo smascheramento del ruolo dell'UE come portatrice di un meccanismo al servizio della finanza e dell'Europa liberista. Per coloro che da tempo conducono la battaglia per cambiare lo stato di cose presente è arrivato il momento di porsi al livello che la nuova situazione impone.


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IL 15 FEBBRAIO ERAVAMO
IN PIAZZA SS. APOSTOLI
PER SOSTENERE
LA BATTAGLIA DEI 5 STELLE
E FAR CONOSCERE
GLI OBIETTIVI DEL
FRONTE POLITICO COSTITUZIONALE








Articolo 11
Imponiamo il rispetto della Costituzione


Roma, 11 gennaio - piazza ss.Apostoli

  Nell'ambito della campagna iniziata dal Fronte Politico Costituzionale per il rispetto dell'art.11 della Costituzione che vieta la partecipazione dell'Italia ad azioni di guerra per la soluzione di controversie internazionali, sabato 11 gennaio si è svolto un presidio a Roma, in prossimità del Quirinale, finalizzato alla consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella della lettera che [qui] pubblichiamo, in cui si chiede


- il ritiro delle truppe italiane dai teatri di guerra
- il divieto di usare basi italiane per azioni militari all'estero
- l'abolizione degli embarghi verso altri paesi.


Chiamiamo in causa il Presidente Mattarella perchè, come garante della Costituzione non può e non deve consentire le violazioni dell'art.11.

   Il Fronte Politico Costituzionale si augura che tutti coloro che condividono la battaglia per il rispetto dell'art.11 sapranno unirsi e collaborare al raggiungimento degli obiettivi.



Cambiare l'Italia
attuando la Costituzione

Su questo obiettivo bisogna che convergano tutte le forze popolari e progressiste.
L'applicazione dei punti fondamentali della Costituzione repubblicana non è un richiamo retorico a un glorioso passato, ma una necessità obiettiva che scaturisce dalla situazione economica e sociale creata dalle forze liberiste e un passaggio obbligato per uscire dalla logica liberista e privatistica che governa da decenni la società italiana.
Bisogna creare un vasto movimento unitario e organizzato per l'attuazione del dettato costituzionale su un programma che prevede in particolare:

il rifiuto delle guerre e degli embarghi economici contro altri paesi e il rispetto della sovranità nazionale

l'indirizzo dell'economia nazionale a fini sociali e non regolata dal profitto privato e dalla logica della finanza speculativa e il contrasto degli effetti devastanti dell'economia liberista a livello nazionale e internazionale

il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei cittadini in materia di condizioni di lavoro, di salute, di salario e pensioni, scuola e ambiente.


Su questo programma
stiamo costruendo il
Fronte Politico Costituzionale


PerchŔ un
Fronte Politico Costituzionale

Per aprire il discorso sul FPC ricorriamo a una frase celebre di Marx: "l'umanità si pone sempre solo i compiti che può risolvere". E' importante sottolineare questa frase per uscire da un dilemma in cui ci dibattiamo nella sinistra tra il trasformismo elettoralistico che passa per tattica e l'antagonismo 'a prescindere', senza una base razionale e strategica, che poi quasi sempre tracima nel trasformismo.

Il testo che segue deriva da un'analisi della fase che stiamo attraversando e serve ad aprire un discorso che sia la sintesi tra una necessità storica e il programma che ci consenta di affrontarla

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I comunisti
e il Fronte Politico Costituzionale

Sono circa due anni che si è aperta una fase nuova della politica italiana rispetto alla quale le forze tradizionalmente di opposizione sono rimaste spettatrici o anche inchiodate in una posizione di principio che ha congelato potenzialità e iniziative e che non ha certo contribuito a portare avanti la situazione.

Per questo, dopo un dibattito durato un periodo non breve e che viene documentato nel volume Lettere ai compagni ci siamo decisi ad avanzare una proposta attorno alla quale sollecitare una discussione e una definizione programmatica che avvii una nuova aggregazione unitaria in grado di incidere sul terreno dello scontro politico e di classe.


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