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AGINFORM

Foglio di Corrispondenza comunista


Contributi
di analisi
e dibattito

Raul Castro:
i Cinque sono già a Cuba

17 dicembre 2014, originale[qui], in italiano [qui]. La storia dell'embargo criminale, Amedeo Sartoro, 11 novembre 2014, [qui]

I partner della NATO allargata

Manlio Dinucci, 17 dicembre, [qui]

La più grande minaccia per la Russia e per Putin

Marco Bordoni, 6 dicembre 2014, [qui]

Unione Europea e Ucraina: coloro che hanno più da perdere dalle attuali politiche statunitensi contro la Russia

The Saker, 13 dicembre 2014, [qui].

L'ascesa dell'imperialismo tedesco e la pretesa "minaccia russa"

James Petras, 7 dicembre 2014, [qui], originale[qui].

Sull'arresto di Giulietto Chiesa

Pino Cabras, 16 dicembre 2014, [qui], notizie e commenti [qui].

Uscire dalla NATO !

Documentazione dal convegno No War di Roma [qui] - Il testo dell'appello [qui]

Brevi notizie e grandi pericoli

Piotr, 14 dicembre 2014, [qui].

Il trionfo della propaganda

John Pilger, 5 dicembre 2014, [qui], originale[qui].

La guerra del petrolio

rk, 11 dicembre, [qui]

La Germania e l'Euro
(riassunto per politici)

Alberto Bagnai, agosto 2014, [qui]

Dati falsi sulla ripresa USA

Paul Craig Roberts, 8 dicembre 2014, [qui]

Parole chiare contro la Merkel

Sahra Wagenknecht (Linke), 26 novembre 2014, [qui]

USA: risoluzione 758

Paul Craig Roberts, 4 dicembre 2014, in italiano [qui], originale[qui]. Testo integrale della risoluzione in inglese[qui] e fotografia del voto [qui]. Un commento di Giulietto Chiesa [qui] e di Manlio Dinucci [qui]

[continua]    


Il ruggito del topo

Più la situazione politica e sociale italiana si incarognisce attorno a quella bieca figura di Matteo Renzi e più si sente il bisogno di una reazione che spazzi via quella cloaca a cielo aperto che è il PD e apra una fase nuova, fuori dalla UE, fuori dalla logica dei padroni che sta riportando alla schiavitù i rapporti di lavoro, fuori dalle guerre che stanno insanguinando il mondo sotto la guida americana.

UNA NUOVA FASE DI LOTTA
PER LA PACE
E IL SOCIALISMO

Le considerazioni che seguono, come è spiegato nel testo, non costituiscono un documento fondativo di alcunchè, ma servono solo ad aprire una discussione sul da farsi e possono interessare solo quei compagni e quelle compagne che vogliono affrontare la nuova fase uscendo dal particolarismo, dal movimentismo e da logiche politichesi che rendono l'acqua in cui i pesci dovrebbero nuotare sempre più inquinata e della dimensione di una pozzanghera.

[leggi tutto]          


A fronte di queste esigenze, la situazione italiana è politicamente caotica e sicuramente non adeguata ai livelli che sarebbero necessari.

Esaminiamo i dati. L'opposizione dentro il PD è tutta interna alla logica di partito a cui sostanzialmente obbedisce quando è in gioco la questione dell'appartenenza. Solo una frangia molto minoritaria pensa ad una uscita dal partito e, forse, si prepara a dar vita a liste elettorali che raccolgano quel dissenso moderato che pure a sinistra esiste di fronte alla tracotanza renziana. I soliti noti in cerca di riscosse elettorali si fregano le mani di fronte all'eventualità che a sinistra resusciti una lista con funzioni critiche di fronte al sistema politico attuale. Questa speranza, se anche potesse trovare una concretizzazione, non potrà avere né un'espansione significativa né un'efficacia pratica. Dal punto di vista elettorale l'astensionismo, la demagogia leghista e il grillismo catalizzano l'opposizione di massa, mentre il PD è il partito di Squinzi e ha l'appoggio dei poteri che contano, da De Benedetti a Repubblica. Né una nuova formazione di sinistra moderata può diventare la guida politica dei milioni di italiani impoveriti dalla crisi e devastati dalla disoccupazione e dalla legislazione antioperaia. Ci vuole ben altro!

Quanto alla CGIL, siamo in piena fase regressiva. Lo sciopero del 12 dicembre, mutilato peraltro del settore dei trasporti e inquinato dalla presenza della UIL, è deciso in una data che si potrebbe dire 'a babbo morto' perchè il cosiddetto Jobs-act è stato ormai approvato e quindi lo sciopero arriva quando i buoi sono scappati. Rimane il movimento di piazza che tiene viva la contestazione inseguendo gli esponenti renziani, ma ci rendiamo conto che, aldilà delle generose disponibilità e dei soliti protagonismi, esso non riesce a creare fattori qualitativamente nuovi e con rilevanza politica.

Perchè la situazione si sblocchi abbiamo bisogno di un approfondimento della crisi, dal punto di vista politico e sociale, e del prevalere di orientamenti che superino la demagogia e la confusione. Sul piano elettorale intanto, sull'esempio delle elezioni emiliane, bisogna far crescere l'astensionismo creando un vuoto pneumatico tra la gente e il potere. Accettare la sfida elettorale significa infilarsi in un budello da cui possono trarre vantaggio solo i professionisti del voto. Non c'è oggi organizzazione che possa richiedere il voto in modo credibile; quello che conta oggi è il rifiuto a votare.

Sul terreno della mobilitazione di massa bisogna puntare ad una sostanziale estensione. Lo scontro di piazza non può essere opera di avanguardie, ma di quei milioni di persone che stanno subendo la crisi e lo strapotere dei governi dei padroni. Lavorare in questa direzione è dunque indispensabile per creare quel fatto qualitativamente nuovo che noi abbiamo sintetizzato con un parallelo storico: il luglio 1960.


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