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AGINFORM

Foglio di Corrispondenza comunista


Contributi
di analisi
e dibattito

Franco Cfa.... la "sinistra radicale" che difende Macron (e l'imperialismo)

Mauro Gemma, 22 gennaio 2019, [qui]

Siria e la licenza di uccidere di Israele

Manlio Dinucci, 22 gennaio 2019, [qui]

Decolonizzazione dell'Africa e questione migratoria

Otto Bitjoka, Unione Comunità Africane in Italia, 21 gennaio 2019, [qui]

"Basta ipocrisie, persone partono perché Francia continua ad avere colonie e a impoverire l'Africa"

Luigi Di Maio, 20 gennaio 2019, [qui]

Sì Tavor

Marco Travaglio, 19 gennaio 2019, [qui]; vedi anche "Il 'partito dei rosiconi' che ridicolizza il reddito di cittadinanza", Tommaso Rodano, [qui]

Il caso Battisti. Una sintesi

Valerio Evangelisti, 9 febbraio 2011, [qui]

Il Caso Battisti e l'approccio semi-colto agli Anni di Piombo: un processo in atto di obliterazione della memoria storica

Riccardo Paccosi, 13 gennaio 2019, [qui]

Ucraina e Brasile: se in due paesi torna l'alleanza fra neoliberismo ed estrema destra, occorre aggiornare alcune analisi

Riccardo Paccosi, 23 ottobre 2018, [qui]

Venezuela. Roma, in ambasciata con Maduro

Geraldina Colotti, 11 gennaio 2019, [qui]

I troll russi? Erano americani

Davide Malacaria, 10 gennaio 2019, [qui]

L'Italia e la UE votano per i missili in Europa

Manlio Dinucci, 11 gennaio 2019, [qui]

L'inizio dell'anno: il presidente brasiliano Bolsonaro si è mosso

Piotr, 10 gennaio 2019, [qui]

L'ideologia antistatalista e l'autodistruzione delle sinistre

Carlo Formenti, 7 gennaio 2019, [qui]

La fiction di Russia, Ucraina e gli Accordi di Minsk

Intervista a IshchenkoPepe Escobar, 18 dicembre 2018, [qui]

Riaprirà presto l'ambasciata italiana a Damasco?

Notizie stampa in inglese da Soth Front 7 gennaio 2019, [qui]

Recensione del libro di Alessandro Somma "Sovranismi"

Vladimiro Giacchè, 3 gennaio 2019, [qui]

Dal 2018 al 2019 - una rapida rassegna di alcune tendenze

Il Saker, 3 gennaio 2019, [qui]

Nord Corea: Discorso di Capodanno di Kim Jong Un

"Grazie ai nostri sforzi attivi e positivi, una corrente orientata verso la pace è stata creata sulla penisola coreana" [qui]

Hanno ucciso tutte le conquiste dei lavoratori: chi sia stato non si sa

Cesare Allara, 19 dicembre 2018, [qui]

ONG. Il cavallo di Troia del capitalismo globale

Incontro a Bologna con Sonia Savioli Belzebò, 19 gennaio 2019, [qui (FB)]

Un gruppo di hacker minaccia di rivelare la verità sull'11 settembre

Massimo Mazzucco, 2 gennaio 2019, [qui]

La Cina e la luna

Pino Cabras, 4 gennaio 2019, [qui (FB)]

Bandire Huawei sarebbe una mossa sbagliata per gli alleati USA

Wen Sheng - Global Times, 19 dicembre 2018, [qui]

Eruzioni di bava

Marco Travaglio, 3 gennaio 2019, [qui]

I 5 principali Paesi che scelgono di abbandonare il dollaro USA e le ragioni della loro mossa

Russia Today, 2 gennaio 2019, [qui]

Debito Pubblico: le Fondamenta del nostro Benessere

Amos Pozzi, 3 gennaio 2019, [qui]

L'attacco israeliano in Siria

Il servizio di Russia Today in lingua spagnola , 26 dicembre 2018, [qui]; il comunicato del ministero della difesa russo [qui]

L'11 Settembre (2001) smascherato

Giulietto Chiesa, 11 dicembre 2018, [qui]

Ucraina: il pugnale dell'impero americano puntato contro la Russia

Stephen Lendman, 25dicembre 2018, [qui]

Trump e questione siriana. Dietro c'è una lotta in seno al'impero USA

Piotr, 24 dicembre 2018, [qui]

La resa americana in Siria

Stefano Orsi, 22 dicembre 2018, [qui]

Intervento sulla manovra economica al Senato

Alberto Bagnai, 21 dicembre 2018, [qui]

Accordo tra governo e Commissione Europea, ecco chi ha vinto e chi ha perso

Luca Telese, 20 dicembre 2018, [qui]

In Siria l'intera nazione si è mobilitata e ha vinto

Andre Vitchek, 11 dicembre 2018, [qui]

Gli USA si ritirano dalla Siria: la "sinistra imperiale" si preoccupa

Mauro Gemma, , FB [qui]

Uno stato che spia per uno stato che mente: cosa rivelano i files di Lockerbie sulle menzogne del volo MH17

John Helmer, 2 dicembre 2018, [qui]

La questione sino-americana o della lunga transizione multipolare

Pierluigi Fagan, 15 dicembre 2018, [qui]

Gilet gialli: solo fiammata o incendio europeo?

Maurizio Ballistreri, 12 dicembre 2018, [qui]

L'Imbecille Globale

Marco Travaglio, 12 dicembre 2018, [qui]

Bernard-Henri Levy e la rivolta "corretta"

Vladimir Kornilov, 10 dicembre 2018, [qui]

Gilet gialli: "Macron ha mani e piedi legati dall'Unione europea"

Coralie Delaume, 6 dicembre 2018, [qui]

Ammanettati, in ginocchio e faccia al muro

Rai News, 7 dicembre 2018, [qui]

Gli investimenti pubblici e il "partito del PIL"

Leonardo Mazzei, 6 dicembre 2018, [qui]

Le regole

Alberto Bagnai, 2 dicembre 2018, [qui]

Parla la forza - verrà sparato a tutti gli aerei, le navi e le truppe che si avvicineranno alla frontiera russa con intenzioni ostili

John Helmer, 28 novembre 2018, [qui]

Ricostruire il patrimonio del popolo: la "proprietà pubblica"

Paolo Maddalena, 23 novembre 2018, [qui]

Il partito dei Pirl

Tommaso Merlo, 4 dicembre 2018, [qui]

Cosa vogliono e cosa sono i gilet gialli

PARDEM, 30 novembre 2018, [qui]; originale francese "Vivent les Gilets jaunes !" [qui]

"Potere al popolo": Delle due, l'una

Leonardo Mazzei, 3 dicermbr 2018, [qui]

Lettera aperta a Marco Travaglio sulla politica estera raccontata dal Fatto Quotidiano

Giorgio Bianchi, 29 novembre 2018, [qui]

Il debito globale è al suo apice e l'Italia sta meglio di quanto si creda

Marcello Minenna, 28 novembre 2018, [qui]

Una lettera di Jean-Claude Michéa sul movimento dei gilet gialli

26 novembre 2018, [qui]

Lingotti "bloccati" da Bank of England e FED. Oro, il «giallo» delle riserve auree che le banche centrali non riescono a recuperare

Alessandro Plateroti, 30 novembre 2018, [qui]

Venezuela: sanzioni economiche e manipolazione migratoria

Katu Arkonada , 25 novembre 2018, [qui]

Democrazia con caratteristiche cinesi

Fabio Massimo Parenti, 27 novembre 2018, [qui]. Vedi anche la prima parte "Introduzione al sistema politico cinese" [qui]

Poroshenko impone la legge marziale nel silenzio tombale degli antifà italiani

Omar Minniti, 27 novembre 2018, [qui]

Nobiltà decaduta: l'Economia francese fra Ambizioni tedesche e Realtà mediterranea

Amos Pozzi, 29 novembre 2018, [qui]

Piccolo riassunto di cronache recenti

Norberto Natali, 28 novembre 2018, [qui]

Sull'ultima provocazione ucronazista nello Stretto di Kerc'

Il Saker, 26 novembre 2018, [qui]

Utili idioti

Carlo Formenti, 25 novembre 2018, [qui]

Rome-Med, l'Italia alla corte di Lavrov

Umberto De Giovannangeli, 23 novembre 2018, [qui]

Il Partito, finalmente!

Mimmo Porcaro, 20 novembre 2018, [qui]

Secondo il Pentagono Cina e Russia minacciano "l'ordine internazionale libero e aperto" instaurato da USA e NATO dopo il 1945

Manlio Dinucci, 20 novembe 2018, [qui]

Gilet-jaunes: ecco cosa ne pensa France Insoumise

Jean-Luc Mélenchon, , [qui]; vedi anche: "Le mouvement révolutionnaire en jaune" [qui] lundi 19 novembre 2018

Europa. Il gioco del cerino dei poteri in crisi

Giuseppe Masala, 20 novembre 2018, [qui]

GiletsJaunes très forte mobilisation populaire pour le pouvoir d'achat, contre l'injustice

Pôle de Renissance Communiste en France, 19 novembre 2018, [qui]

Riprendiamoci il debito pubblico

Loris Virgadaula, 16 ottobre 2018, [qui]

Diamoci una mossa: lettera aperta al sovranismo costituzionale

Rinascita, 19 novembre 2018, [qui]

Il fascismo che piace all'UE: i nazisti di Kiev cercano di cancelllare la storia dell'Ucraina [titolo nostro]

Marinella Mondaini , 6 novembre 2018, [qui]

Verdi come i dollari di Soros?

Nando Rossi, 4 novembre 2018, [qui]

Dell'Euro e di altri Demoni

Amos Pozzi, 15 novembre 2018, [qui]

Carenza di fosforo

Marco Travaglio, 15 novembre 2018, [qui]

Libia, sette anni di sventura

Manlio Dinucci, 13 novembre 2018, [qui]

La Guerra Fredda Nascosta

Marco Trombino, 14 novembre 2018, [qui]

Come la Francia piega l'Africa con il franco CFA

Mohamed Konarè, 6 novembre 2018, [audio] [qui]

Da chi vengono gli allarmi

Alberto Bagnai, 13 novembre 2018, intervento a 'Radio anchio' [qui]

La banda del buco

Marco Travaglio, 14 novembre 2018, [qui]; vedi anche "Il giornalone unico in piazza a Torino nel nome degli affari", Marco Palombi, 12 novembre 2018 [qui]

E' partita la difesa corporativista del sistema mediatico

Alessandro Di Battista, 13 novembre 2018, [qui]

Dal successo di Palermo potrebbe nascere un nuovo ordine politico ed internazionale

Filippo Bovo, 13 novembre 2018, [qui]

Donbass: le Repubbliche Popolari al voto

Dario Bianzani, 13 novembre 2018, [qui]

I prossimi due anni americani

Pierluigi Fagan, 7 novembre 2018, [qui]

Un importante diplomatico russo conferma: "La Russia si sta preparando alla guerra" - c'è qualcuno in ascolto?

il Saker, 2 novembre 2018, [qui]

Salvini scelga chi preferisce: "Salvi o Salvini"

Marco Travaglio, 6 novembre 2018, [qui]

La carovana dei migranti honduregni e altro...

Alessandro Di Battista, 5 novembre 2018, [qui]

Il prezzo dell'abbraccio con Salvini

Tommaso Merlo, 2 novembre 2018, [qui]

Da fascista, a sincero democratico: "la Casta del Capitano"

Marco Travaglio, 2 novembre 2018, [qui]

TAP: Alcune (impopolari) considerazioni

Francesco Santoianni, 1 novembre 2018, [qui]

TAP: Questo affare puzza non solo di gas

Pierluigi Fagan, 30 ottobre 2018, [qui]

America Latina: chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso

Carlo Formenti, 29 ottobre 2018, [qui]

Perché sono tutti contro l'Italia: smantella due ricatti: povertà e finanza perpetua

Guido Salerno Aletta, 26 ottobre 2018, [qui]

Molti dicono alla Commissione UE: "Siete pazzi a sfidare l'Italia?"

Maurizio Blondet, 27 ottobre 2018, [qui]; vedi anche "IL RE E' NUDO!, ha detto l'Italia", [qui]

Perché l'isteria sul Def italiano non ha senso

Orsola Costantini, 10 ottobre , [qui]

Sovranità e dominio monetario ai tempi di Draghi

Pino Cabras, 28 ottobre 2018, [qui]

Tridente NATO da Napoli al Nord Atlantico

Manlio Dinucci, 24 ottobre 2018, [qui]

La Casa Bianca prepara il ritorno degli euromissili

Manlio Dinucci, 23 ottobre 2018, [qui]

Dijsselbloem: l'ultima dichiarazione di guerra della UE contro l'Italia

Rinascita, 24 ottobre 2018, [qui]

"Caro Moscovici". Lettera aperta di un cittadino europeo (almeno per il momento)

24 ottobre 2018, [qui]

Dietro il rating, i conflitti d'interessi. È l'ora di portarli in Tribunale

Glauco Benigni, 23 ottobre 2018, [qui]

La RAI si scusi per aver calunniato la Russia

Marco Bordoni, 23 ottobre 2018, [qui]

Il pesidete Mattarella e l'articolo 97

Eros Cococcetta, 10 ottobre 2018, [qui]

Dopo una sconfitta umiliante, la NATO e la UE provano ad alterare la realtà in Macedonia

Aleksandar Pavic, 3 ottobre 2018, [qui]

La sinistra europea sta morendo: e se lo merita

Aldo Giannuli, 15 ottobre 2018, [qui]

Lo sciopero fantasma del 26 ottobre

Leonardo Mazzei, 17 ottobre 2018, [qui]

Fascismo in salsa francese

Maurizio Blondet, 16 ottobre 2018, [qui]

Sul convegno "Italia al bivio: da che parte va la sinistra?"

Programma 101, 15 ottobre 2018, [qui]

Sull'accordo fra PSOE e Podemos

Carlo Formenti, 15 ottobre 2018, [qui]

Risolvere il caso Khashoggi sarà una cosa seria

Moonofalabama, 14 ottobre 2018, [qui]

L'Euro, l'Europa, L'Italia e il Mondo grande e terribile

Giuseppe Masala, 11 ottobre 2018, [qui]

Il pericoloso gioco dell'Unione europea

Evans-Pritchard, 3 ottobre 2018, [qui]

Il mondo di ieri e quello di domani

Mimmo Porcaro, 13 ottobre 2018, [qui]

Dossier su Aufstehen

Carlo Formenti, 12 ottobre 2018, [qui]

UE: il NON mercato e la NON moneta

Nicoletta Forcheri, 7 ottobre 2018, [qui]

Prodi, ovvero il pifferaio stonato

Carlo Formenti, 8 ottobre 2018, [qui]

Economisti con la memoria corta

Sollevazione, 4 ottobre 2018, [qui]

La prova del nove: indagine sulle sinistre e il DEF

Leonardo Mazzei, 1 ottobre 2018, [qui]

Ecco la verità inconfessabile della guerra al Governo: La questione del deficit italiano sta scoperchiando la truffa europea del debito pubblico

Francesco Amodeo, 3 ottobre 2018, [qui]

Un sovranismo democratico per un nuovo europeismo

Alessandro Somma, 1 ottobre 2018, [qui]

Il governo "fascista" mantiene le promesse... - Bekaert: accordo nella notte

Marco Gasperetti, 3 ottobre 2018, [qui]

Emiliano Brancaccio e Benito Mussolini

Sollevazione, 28 settembre 2018, [qui]

Paolo Savona, il ministro per gli affari europei, spiega i dettagli del documento approvato dal governo

Paolo Savona, 30 settembre 2018, [qui]

Il nostro lato della barricata

Moreno Pasquinelli, 28 settembre 2018, [qui]

Nuovi documenti sulle conversazioni Eltsin-Clinton espongono ulteriormente le "interferenze" americane nella politica russa

Clara Weiss, 22 settembre 2018, [qui] (Consigli per la lettura: al posto di "burocrazia staliniana" leggere "i traditori del socialismo sovietico", NdR)

Il tramonto del Pd? Un'ottima cosa per il Paese

Carlo Formenti, 25 settembre 2018, [qui]

La Russia stabilirà una zona interdetta al volo non ufficiale sulla Siria

Il Saker, 24 settembe 2018, [qui]

I 100 giorni del governo giallo-verde

Leonardo Mazzei, 20 settembre 2018, [qui]

La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati africani

Tino Oldani, 21 agosto 2018, [qui]

Conto alla rovescia per l'attacco chimico false flag nella provincia di Idlib?

Piotr, 19 settembre 2018, [qui]

Perché nessuno 'a sinistra' condanna il nuovo attacco alla Siria?

Francesco Santoianni , 20 settembre 2018, [qui]

La nuova cortina di ferro

Manlio Dinucci, 18 settembre 2018, [qui]

Le opzioni di risposta russe all'ultima provocazione israeliana

Il Saker, 19 settembre 2018, [qui]

La guerra in Siria e chi è davvero responsabile del "clima da anni '30" in Europa

Riccardo Paccosi, 18 settembre 2018, [qui]

Siria sotto attacco

17 settembre 2018, [qui]

Spoiler cinese per Di Maio

("spoiler" = rivelazione della trama di una storia, NdR) Nell'imminenza del viaggio di Di Maio in Cina Pino Cabras, 16 settembre 2018, [qui]

Il documento inviato dal ministro Paolo Savona a Bruxelles

12 settembre 2018, [qui]; sunto in video [qui]

Sinistra e sovranismo, le fake news del Manifesto

Carlo Formenti, 11 settembre 2018, [qui]

Torri gemelle e pecore elettriche

Piotr, 12 settembre 2018, [qui]

In Italia la più grande polveriera Usa

Manlio Dinucci, 11 settembre 2018, [qui]

Recensione del libro di David Ray Griffin "The American Trajectory: divine or demonic?" (La traiettoria degli USA: divina o demoniaca?)

Edward Curtin, 11 settembre 2018, [qui]

Cosa sapete degli attentati dell'11 settembre?

Massimo Mazzucco, 11 settembre 2018, [qui]

Situazione operativa sui fronti siriani al 9-9-2018

Stefano Orsi, [qui]

I neoliberali, radical-arcobaleno, pasdaran del neoliberismo

Riccardo Paccosi, 9 settembre 2018, [qui]

Il risveglio anti-dollaro potrebbe essere più rude del previsto ed arrivare prima di quanto la maggior parte degli economisti preveda

Gal Luft, 29 agosto 2018, [qui]

Situazione operativa sui fronti siriani al 4-9-2018

Stefano Orsi, [qui]

Assassinio di Aleksandr Zakharcenko: chi ha armato la mano di Kiev

Fabrizio Poggi, 3 settembre 2018, [qui]

Marchionne, la vera storia

Carlo Formenti, 28 agosto 2018, [qui]

Sul traffico "umanitario" di esseri umani

Fred Kuwornu, 14 luglio 2018, [qui]

Tutto ciò che non va con la vostra stupida e ipocrita "immigrazione"

"si fa sempre leva sull'immigrazione clandestina spacciandola come fenomeno epocale quando in realtà è crimine organizzato transnazionale che va contrastato con tutte le forze"Ian Ssali, 30 luglio 2018, [qui]

Libia. Ma quali foto hanno mostrato al Pontefice?

Francesco Santoianni, 29 agosto 2018, [qui]

Ponti crollati e ponti bombardati

Manlio Dinucci, 28 agosto 2018, [qui]

Potere al Popolo, Bonino e PD, a Milano uniti appassionatamente

Francesco Santoianni, 28 agosto 2018, [qui]

La Comunità Eritrea sulla situazione della nave Diciotti

25 agosto 2018, [qui]

Migranti, il vero problema dell'Italia è la politica dell'Unione europea

Fulvio Scaglione, 25 agosto 2018, [qui]

C'era una volta un paese bello...

Daniele Pergamo, 21 agosto 2018, [qui]

Nazionalizzeranno o non nazionalizzeranno i 5 Stelle?

Mauro Gemma, 22 agosto 2018, [qui]

La privatizzazione dei servizi pubblici nel Regno Unito: storia di un fallimento

John McDonnell, 6 giugno 2017, [qui]

Sovranità democratica e internazionalismo autentico

Sergio Cesaratto, 22 agosto 2018, [qui]

Tre misteri sul crollo del ponte Morandi

Roberto Quaglia, video, 18 agosto 2018, [qui]

L'Unione bancaria europea e i problemi delle banche italiane

Vladimiro Giacchè, 19 luglio 2017, [qui]

Terrorismo United Colors

Ivana Fabris, 19 agosto 2018, [qui]

Autostrade, ora il governo rinazionalizzi l'intera rete

Paolo Becchi, Giuseppe Palma, 18 agosto 2018, [qui]

Tutti in piazza per la rescissione della convenzione con Atlantia?

Francesco Santoianni, 18 agosto 2018, [qui]

Venezuela. Anche un italiano nell'attacco a Maduro

Geraldina Colotti, 8 agosto 2018, [qui]; vedi anche: Maduro avvia le riforme economiche. E il popolo scende in piazza a sostenerle, 16 agosto 2018, [qui]

Il ciclone Wagenknecht si abbatte sulle sinistre europee alla deriva

Omar Minniti, 13 agosto 2018, [qui]

Uno spettro si aggira per l'Europa: Aufstehen

Francesco Santoianni, 12 agosto 2018, [qui]

Aufstehen: la nuova sinistra tedesca si risveglia

Simplicissimus, 9 agosto 2018, [qui]

Decreto dignità

Riccardo Molinari, 2 agosto 2018, [qui]

La risposta bellica alla trattativa

Manlio Dinucci, 24 luglio 2018, [qui]; anche in video su Pandora TV [qui]

Foreign fighters italiani in Donbass e sanzioni alla Russia. Cosa c'è dietro?

Francesco Santoianni, 2 agosto 2018, [qui]

"Mercenari" in Donbass: no alle strumentalizzazioni

Saker Italia, 1 agosto 2018, [qui]

La tempesta perfetta e il ritorno delle mummie

ilsimplicissimus, 31 luglio 2018, [qui]

I crimini di odio razziale erano maggiori con il Pd al governo. Ma i media dov'erano?

Antidiplomatico, 31 luglio 2018, [qui]

Recensione - "Perdere la supremazia militare" di Andrei Martyanov

Saker, 5 luglio 2018, [qui]

Carlo Freccero: Foa, finalmente un Presidente Rai fuori dal frame

Carlo Freccero, 29 luglio 2018, [qui]

Siria: l'ultimo spettacolo dei Caschi Bianchi

Tony Cartalucci, 25 luglio 2018, [qui]

Gaza, la marcia per i bambini martiri e il silenzio assordante dell'occidente

Paola Di Lullo, 27 luglio 2018, [qui]

Damasco: Le sanzioni di USA e UE peggiorano la situazione umanitaria in Siria

28 luglio 2018, [qui]

Hezbollah: Massacro dell'ISIS a Sweida collegato alla presenza USA in Siria

Al Manar, 27 luglio 2018, [qui]

La morte e il capitale

Mimmo Porcaro, 28 luglio 2018, [qui]

Crimea, la posizione de il Manifesto e Boldrini. La stessa Boldrini che era in "piena sintonia" con il nazista ucraino Paruby

Mauro Gemma, 27luglio 2018, [qui]; vedi anche Fabrizio Poggi [qui]; [qui] le esternazioni di Laura Boldrini.

L'Europa e le false credenze della Sinistra

Alessandro Somma, 26 luglio 2018, [qui]

Le proposte choc dei liberali per fermare il populismo: limitare il voto e somministrare vaccini ormonali

Omar Minniti, 25 luglio 2018, [qui]

Fascismo e antifascismo, ieri e oggi

Riccardo Paccosi, 13 luglio 2018, [qui]

La ferocia dello struzzo

Piotr, 30 giugno 2018, [qui]

I buoni e i cattivi (e i migranti nel mezzo)

Norberto Fragiacomo, 9 luglio 2018, [qui]

Le paure della buona coscienza

Rolando Vitali, 7 luglio 2018, [qui]

Sul tormentone "maglietterosse"

Francesco Santoianni, 7 luglio 2018, [qui].

Accordi a Daraa

Elijah J. Magnier, 5-8 luglio 2018, [qui]

Migranti: l'imperialismo alla Tito Boeri

Francesco Santoianni, 4 luglio 2018, [qui]

Cos'è, per noi, la sovranità?

Francesco Valerio della Croce, FGCI, 1 luglio 2018, [qui]

I fascisti rossi

Il fatto quotidiano Marco Travaglio, 3 luglio 2018, [qui]

Bologna: l'Arci Benassi e l'immigrazione

Ugo Boghetta, 30 giugno 2018, [qui]

Dopo la sinistra, il socialismo

Mimmo Porcaro, 30 giugno 2018, [qui]

La resistenza di Losurdo al Pensiero Unico

Carlo Freccero, 2 luglio 2018, [qui]

Comunicato dell'Associazione "Rinascita! per un'Italia sovrana e Socialista"

[qui]

Situazione operativa sui fronti siriani del 19-06-2018

Stefano Orsi, [qui]

Gattopardi, deep state, e pesci fuor d'acqua in salsa gialloverde

Piotr, 17 giugno 2018, [qui]

Intervento del Comitato contro la guerra di Milano al Consiglio Mondiale per la Pace

26-27 maggio 2018, [qui]

L'UE può diventare un partner per la Russia?

Il Saker, 15 giugno 2018, [qui]

E' nata: RINASCITA! Per un'Italia sovrana e socialista

9 giugno 2018, [qui]

Salvini, la sinistra e la decenza

Piotr, 13 giugno 2018, [qui]

Va cambiato il sistema: la crisi italiana lo dimostra

Intervista a Paul De Grauwe, 1 giugno 2018, [qui]

Salvini

Piotr, 12 giugno 2018, [qui]

L'era dell'Aquarius

Pino Cabras, 11 giugno 2018, [qui]

Situazione operativa sui fronti siriani del 7-6-2018

Stefano Orsi, [qui]

Chi ha ucciso Sacko Soumali? Occhio alle facili conclusioni

Omar Minniti, 4 giugno 2018, [qui]

Siria: populisti, fascisti e umanitari

5 giugno 2018, [qui]

UE ad un bivio. Iran notifica all'Onu che da oggi aumenterà le centrifughe per l'arricchimento dell'uranio

Antidiplomatico, 5 giugno 2018, [qui]

Governo di cambiamento o governo di attesa?

Piotr, 2 giugno 2018, [qui]

Non ci sono vie di mezzo

Ugo Boghetta, Carlo Formenti, Mimmo Porcaro, 2 giugno 2018, [qui]

Appello alla battaglia culturale contro il revisionismo storico

Alessandro Pascale, 15 aprile 2018, [qui]

La Via Yankee al Sovranismo

Riccardo Paccosi, 31 maggio 2018, [qui]

Raqqa. Continuano le proteste delle popolazione contro l'arruolamento forzato da parte delle milizie appoggiate dagli USA

Antidiplomatico, 30 maggio 2018, [qui]

Come è umana l'Unione Europea... Prorogate di un altro anno le sanzioni alla Siria. Ignorati gli appelli dell'ONU

Antidiplomatico, 29 maggio 2018, [qui]; vedi anche Salvini Di Maio e la guerra alla Siria, Francesco Santoianni, 13 maggio 2018 [qui]

Colpo di stato soft dell'Europa in Italia: un momento cruciale

Ambrose Evans-Pritchard, 28 maggio 2018, [qui]

[continua]    


I sanculotti di Luigi XVI


da: www.4live.it

  Collegare i sanculotti della rivoluzione francese a Luigi XVI è storicamente un non senso. Tutti sanno difatti che il ruolo dei sanculotti fu ben altro, cioè rappresentavano l'ala più radicale e più popolare della rivoluzione, quella che nei momenti cruciali della Vandea e della coalizione monarchica europea contro la Francia repubblicana hanno dato impulso alla resistenza e appoggiato il terrore contro le forze della restaurazione.

   Cosa c'entra allora Luigi XVI coi sanculotti? Li evochiamo per richiamare la situazione paradossale che viviamo oggi in Italia di fronte allo scontro politico in atto. Da una parte abbiamo un governo, definito gialloverde, che sulla base di un patto sottoscritto apre lo scontro con l'Europa del rigore e cerca di impostare una legge di bilancio che entra in contraddizione sulla spesa sociale con il liberismo dei governi precedenti a guida PD, dall'altra abbiamo la canea demoberlusconiana che attacca non solo in parlamento, ma anche con tutti gli apparati del regime, a partire dai mass-media, per ristabilire l'autorità di Bruxelles e il dominio del liberismo economico, non solo nel settore privato, ma anche nelle scelte di governo.

   Dove sono i sanculotti di casa nostra in questo contesto? Come al solito, e non solo per stupidità, guardando la luna si limitano a rimirare il dito. In sostanza, invece di ingaggiare la battaglia sui temi centrali, si ritirano scandalizzati di fronte ai comportamenti di Salvini e al modo con cui i Cinquestelle impostano i provvedimenti dei dicasteri da essi controllati. I 'rivoluzionari' di casa nostra che cosa si aspettavano? Che la politica del governo corrispondesse ai desiderata di qualche centro sociale o di qualche cosiddetto sindacalismo di base? Suvvia, questo vuol dire non aver capito niente di quello che sta succedendo e di come posizionarsi. Eppure il grande Mao l'aveva detto: la rivoluzione non è un pranzo di gala. E lui di rivoluzioni se ne intendeva.

   Cosa vogliamo dire con questo? Precisamente che in questa situazione, certamente non rivoluzionaria e paragonabile al 1789, bisogna individuare comunque il punto in cui la forza dei sanculotti dovrebbe operare e capire dove e contro chi scagliarsi. Certamente Salvini è un problema, come lo sono i limiti di bilancio per i provvedimenti sociali a matrice Cinquestelle. Ma bisogna anche capire che i nemici principali sono Bruxelles e la canea demoberlusconiana comunque mascherata, sia nella versione 'resistenziale' che in quella del sindacalismo di regime targato CGIL CISL UIL, ed è contro costoro che va concentrato l'attacco politico. E sarebbe anche il caso che ci si ponesse seriamente il problema dei punti di programma che un movimento di sanculotti dovrebbe avanzare. Cerchiamo di indovinare: scendere in piazza contro gli esponenti dell'Europa del rigore e delle guerre umanitarie? Rispondere a Confindustria quando sostiene che i provvedimenti sociali del governo sono un attentato alla borsa e fanno aumentare lo spread? Dire a un Salvini smemorato che deve parlare delle guerre e dei traffici neocoloniali quando si parla di immigrazione? Basterebbero questi punti per non apparire i sanculotti al servizio di Luigi XVI.

Aginform
16 gennaio 2019

Riflessioni di fine anno
Chi ne è uscito con le ossa rotte?

  Se non ci fosse stata la trovata dei sindaci PD sul decreto sicurezza, i toni dell'offensiva della 'sinistra' nella lotta contro l'attuale governo si sarebbero abbassati di molto. Anche questa nuova sortita, comunque, rischia di dimostrarsi un boomerang contro chi l'ha provocata.

   Atteniamoci però ai fatti, cioè al risultato di fine anno con l'approvazione della legge di bilancio. Da questo punto di vista, cioè dalla capacità di tenuta politica del governo Conte, il risultato è stato notevole. Parliamo ovviamente dal punto di vista politico cioè dello scarto tra previsioni ed esito. Della parte tecnica parleremo più avanti. Dunque come sono andate le cose?

   La previsione che facevano i rottami del 4 marzo, le istituzioni mediatico-finanziarie ad essi collegate con l'appoggio determinante dell'UE, della BCE e del FMI, era che l'urto della finanza internazionale sullo spread e sulla borsa avrebbe determinato il crollo del governo giallo-verde. Su questa previsione i rottami del 4 marzo e i loro ascari sono andati all'attacco in modo violento, consapevoli che un successo del governo Conte avrebbe distrutto ogni velleità di ripresa e accelerato la loro decadenza. Era dunque una questione di vita o di morte.

   Le scene che si vedevano in parlamento erano però più che altro grida di disperazione che andavano aumentando quanto più si vedeva che non riuscivano a bloccare la determinazione dei leaders giallo-verdi. I quali si sono dimostrati all'altezza della situazione e hanno condotto la partita con molta abilità.

   E' vero, c'erano le sparate salviniane contro l'UE, ma c'era anche chi era consapevole che Bruxelles non poteva tirare troppo la corda senza provocare un patatrac di tutta l'architettura europea. Giocando su questa consapevolezza, Conte e Tria hanno offerto una via d'uscita accettando la mediazione sulla legge di bilancio e sui controlli futuri, ma consentendo ai giallo-verdi di portare a casa i due obiettivi strategici, almeno dal punto di vista del rapporto elettorale con gli italiani, sulle pensioni e sul salario di cittadinanza.

   Qualcuno, di 'sinistra', cerca di recuperare facendo i conti della serva, ma è evidente che quando si vede l'albero e non la foresta non ci si accorge che l'elemento principale della battaglia verteva sul fatto che si trattava di infrangere i principi ultraliberisti su cui le leggi di bilancio erano impostate fino al 2018, con l'austerità a senso unico e la logica di utilizzare le risorse pubbliche per lo sviluppo di 'investimenti' che portano alla deregulation nei rapporti di lavoro e all'aumento della disoccupazione e della precarietà. Il Jobs act renziano era stato il culmine di queste scelte.

   Per avere un resoconto equanime di come la legge di bilancio è stata impostata e approvata basta leggere il Fatto Quotidiano e il resoconto degli avvenimenti parlamentari di questi ultimi mesi riportato da Marco Travaglio sul suo giornale. In particolare nel numero del 4 gennaio, a vicenda parlamentare conclusa, viene data una pagella sui vari provvedimenti che corrisponde, più o meno, a ciò che è lecito poterne dire per ora, nel bene e nel male, ma mostrando abbastanza chiaramente chi ne è uscito con le ossa rotte. A partire dal PD e dai suoi ascari.

Aginform
6 gennaio 2019

Gli orfanelli di Trump

  Mentre la sinistra imperialista italiana era occupata a coccolare la sua creatura, i curdi siriani, come polo dell'alternativa agli eserciti brutti e cattivi di Iran, Libano, Iraq e Siria, gli americani hanno deciso di ritirarsi dal territorio siriano in breve tempo, entro metà gennaio.

   La decisione ha gettato nella costernazione i mercenari curdi e i gruppi ex jihadisti che con essi collaborano perchè la mancata copertura americana li mette alla mercè del legittimo governo che giustamente si riprenderà i territori illegittimamente sottratti alla sovranità nazionale. Nelle loro dichiarazioni, hanno accusato gli Stati Uniti di tradimento e di averli pugnalati alla schiena. Insomma, i buoni imperialisti americani avrebbero tradito e abbandanato al loro destino i loro ascari.

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Dopo Torino, gli obiettivi veri

Torino, 8 dicembre

  Una volta tanto si può fare centro, ma l'importante è capire il contesto e il ruolo che si vuole e si deve svolgere effettivamente in questo momento. A Torino c'è stata una prima e per ora unica risposta, ad uno solo dei punti che sono il cavallo di battaglia dei padroni oggi: le grandi opere e gli affari ad esse connesse. Tutti gli altri punti sono stati finora ignorati dal movimento 'antagonista' che si è impegnato nella difesa dei 'più deboli', ma non si è accorto che da mesi padroni e stampa associata stanno conducendo una violentissima campagna contro progetti governativi come il salario di cittadinanza. (Gli altri punti dell'attacco padronale e UE sono rispettivamente quota 100, la pensione di cittadinanza e il ridimensionamento delle pensioni d'oro). Il leit-motiv di questa campagna è che non bisogna dare i soldi ai disoccupati! I soldi vanno dati a chi scava tunnel in val di Susa o per cose equivalenti per creare, dicono, sviluppo e occupazione.

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Il Partito, finalmente ?

Jeremy Corbyn, segretario del Labour Party: "Per i molti non pei pochi"

  Non vogliamo aprire una polemica con Mimmo Porcaro che ha scritto [qui] una nota dallo stesso titolo, ma con il punto esclamativo, a cui noi sostituiamo l'interrogativo. Vogliamo soltanto fare qualche considerazione sulla questione del partito, che viene perentoriamente evocata da più parti, ma ha bisogno di essere attentamente considerata in modo che si capisca di cosa si tratta.

   Qual è il partito di cui si vuole parlare e che funzione strategica deve assolvere nella situazione italiana?

   Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci. Non abbiamo fatto mai parte dell'area livornista che a cadenza quasi regolare si reca il 21 gennaio nella città natale del comunismo italiano sperando che lì si sciolga il sangue rosso di S.Gennaro e si compia il miracolo della rinascita del partito comunista dei lavoratori italiani.

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Più che i sovranisti
servirebbero i sanculotti

Dal 1791 sanculotti (senza culottes) fu il nome dei partigiani della rivoluzione, i patrioti che svolgevano le mansioni considerate indegne dai nobili e dai grandi borghesi che indossavano le culottes

  Mentre i radikalen italiani stanno freneticamente lavorando su come raccogliere un po' di voti alle elezioni europee prossime venture, la situazione, quella reale, va avanti senza di loro. L'assenza di costoro non si sente, anche se continuano le azioni diversive non solo per tenere la scena, ma anche per far crescere, sotto la direzione dei piddini e dell'apparato berlusconiano, l'esecrazione contro il governo giallo-verde.

   In questo scenario di cambiamenti una assenza si nota ed è quella di una forza che sappia spingere in avanti lo scontro sulle questioni su cui si sta giocando la partita: il rapporto con l'Europa e i provvedimenti, sia pur limitati, di carattere sociale (ma anche istituzionale) contro cui si sta abbattendo la furia dei liberisti europei e italiani.

   Anche se si parla di decimali, la questione è ben altra ed è tutta politica. Un cedimento sui decimali rispetto alla manovra di bilancio vorrebbe dire, per Bruxelles e per l'ancien régime italiano, una sconfitta strategica che li metterebbe fuori gioco, dimostrando che l'austerità è uno spauracchio finalizzato a scopi inconfessabili. Per questo gli euroliberisti si accaniscono oltre misura e sfidano il ridicolo.

   Il governo giallo-verde, percorso da varie pulsioni (che provocano contraddizioni e torsioni, in particolare nell'area salviniana) finora ha retto, ma già porta i segni della battaglia ancora in corso.

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Chi fa la rivoluzione a metà
si scava la fossa

  Di questo dovrebbero essere coscienti i gialloverdi al governo. Ma a quanto sembra qualcuno pensa di trovare scorciatoie, magari preso dall'ebbrezza dei sondaggi. Questo qualcuno ovviamente è Matteo Salvini che ritiene di poter travalicare facilmente il contratto di governo e uscire dallo schema su cui questo è nato. C'è la tentazione in primo luogo di pensare che la situazione possa essere rovesciata in una prospettiva elettorale a breve e che questo consenta un dispiegamento di una politica marcatamente orientata a destra. I primi assaggi ci sono stati, il Tav, gli inceneritori, l'impostazione del decreto sicurezza, i richiami a certi interessi giudiziari e fiscali che stanno dietro agli elettori della Lega. Tutto questo ovviamente crea una situazione di difficoltà ai Cinque Stelle che, prolungata nel tempo, potrebbe portare all'implosione della maggioranza giallo-verde.

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Libia: la mossa del cavallo

A Palermo varie componenti della sinistra radicale, da Potere al Popolo a Rifondazione ai Cobas, non hanno perso l'occasione per manifestare contro "il governo fascio/razzista Lega/M5S". "No Summit, no frontiere, M5s traditori degli americani siete i servitori", gli slogan più gettonati

La battaglia che stiamo conducendo dentro la sinistra ci ha portato a individuare due argomenti convincenti a sostegno della nostra posizione sul governo gialloverde. Si tratta, in primo luogo, della valutazione sull'efficacia dello scontro che il governo porta avanti con Bruxelles sull'autonomia dell'Italia e, in secondo luogo, dell'indirizzo di politica sociale su pensioni, reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza che introduce criteri che vanno in senso opposto a quelli seguiti dai governi precedenti.

Queste scelte non sono certo i decreti di Lenin dopo la presa del potere dei bolscevichi ma, se si vuole evitare il senso del ridicolo e di squallore che il settore dei radikalen produce e che prescinde da ogni valutazione dei passaggi di questa fase, dobbiamo capirne il senso oggettivo.

A quanto detto potremmo aggiungere decisioni come quelle sulla prescrizione, la posizione del governo sulle autostrade e i servizi pubblici, dal referendum sull'ATAC all'Alitalia, e quello che sta avvenendo a Torino sul TAV. Queste scelte stanno producendo, come sappiamo, un'ondata di critiche feroci di tutto l'apparato istituzionale del pensiero forte del neoliberismo europeista ma anche il controcanto dei radikalen che guardano il dito e non la luna e si associano al coro generale.

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Da Trieste a Roma
bisogna imparare a dire la verità

A Trieste, la settimana scorsa si è svolta una manifestazione antifascista, peraltro molto partecipata, in occasione di una parata nazionale dell'organizzazione fascista Casa Pound. Il fatto che migliaia di persone siano scese in piazza contro questa iniziativa è cosa che fa onore a chi vi ha partecipato ed è, in linea di principio, da tener presente che ogni volta che se ne presenta l'occasione bisognerà ripetere l'esperienza per ricordare che il vento fischia ancora e per non abbassare la guardia.

Contestualmente, però, bisogna anche tener conto che nel caso di Casa Pound ci troviamo di fronte a una organizzazione 'pilotata' e usata a scopo di provocazione per cui bisognerà valutare di volta in volta come comportarsi per evitare di gridare al lupo quando ne mancano i presupposti. Cerchiamo di non fare pubblicità gratis.

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Sovranisti per caso?

l'Ue è «la sopraffazione organizzata del capitale sul lavoro e dei poteri nazionali più forti su quelli più deboli che, combinandosi, stanno creando dinamiche di dominazione neocoloniale all'interno della stessa Unione europea» [Vladimiro Giacchè]

Abbiamo già denunciato da tempo l'operazione in corso che consiste nel coinvolgere la sinistra che si definisce radicale nel vasto disegno di recupero che gli sconfitti alle elezioni del 4 marzo e le forze di regime che li hanno sempre appoggiati stanno portando avanti. Lo scopo è quello di convogliare le forze di 'sinistra' contro l'attuale governo per dimostrare agli italiani che esso è isolato e va rovesciato. Non solo il PD e FI, ma anche i radikalen servono allo scopo.

La manifestazione a Roma del 20 ottobre è stata la dimostrazione evidente di questo tentativo. Nel momento in cui il rappresentante di Bruxelles, Moscovici, si recava da Mattarella a portare la diffida dell'UE sulla finanziaria italiana, gli arancioni sorosiani scendevano in piazza contro il governo. Dopo tante chiacchiere contro l'Europa, l'obiettivo veniva deviato su chi sta subendo la pesante offensiva della squadra di Juncker. E' solo miopia politica? Su questo e su chi tira le fila vale la pena aprire un dibattito serio.

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20 ottobre
miopia politica e altro

  Nel pieno di uno scontro come quello che si è innescato con Bruxelles, che in questa fase rappresenta la madre di tutte le battaglie, gli eurostoppisti hanno creduto necessario scendere in piazza e come è ovvio hanno centrato l'obiettivo cioè di rappresentare quella sinistra inconcludente che organizza cortei per dimostrare di essere viva.

  Stavolta però la questione assume un aspetto più grave. I nostri eroi non hanno scelto di manifestare contro l'arrivo a Roma di Moscovici, bensì contro il governo giallo-verde che è l'obiettivo di Bruxelles.

  E' solo un caso di miopia politica? Certamente no, in quanto è ormai evidente che i
radikalen italiani rappresentano la punta di 'sinistra' di cui il PD e le forze di regime spodestate sono l'altra sponda. Il 20 ottobre reciteranno appunto questa parte.


La guerra di logoramento
e i possibili sbocchi

UE, spread, ricatti e minacce dei 'mercati'? Come se non esistessero. Per la sinistra 'alternativa' il nemico principale è il governo, come per il PD. Come per Bruxelles

La casta - e per casta si intende tutto l'apparato di regime, economico, finanziario, mediatico che effettivamente tiene in piedi il sistema - dopo le cannonate che hanno aperto la guerra contro il nuovo governo, ma che rischiavano però di rafforzarlo, ha cambiato tattica e ha impostato una guerra di logoramento sui punti di programma e non solo quindi sulle grandi questioni. Si è capito cioè che non avendo spaventato Salvini e Di Maio in prima battuta, la strada da imboccare era la credibilità sui provvedimenti. A partire da quello sul ponte Morandi.

Il ministro Toninelli era partito alla grande dopo il crollo. Nazionalizziamo la rete autostradale - aveva detto - visto le scandalose rendite che produce, e teniamo fuori Autostrade Spa dalla ricostruzione.

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L'ASSEDIO CONTINUA
dopo l'antifascismo', lo spread

Avevamo detto godiamoci lo spettacolo e questo ha suscitato scandalo perchè il riferimento era all'antifascismo dei criminali di guerra e ai liberisti di sinistra che stavano mobilitando tutte le forze istituzionali e mediatiche per bloccare lo scontro con l'UE e l'attuazione di provvedimenti che vanno in direzione opposta a quelli di Monti, Renzi, Gentiloni.

Per questo ci siamo impegnati a denunciare la costituzione di un fronte 'antifascista' che, sotto l'egida del PD, era strumentale alla difesa dell'UE e contro il governo gialloverde. La manifestazione di San Babila a Milano era stata il simbolo di questa ammucchiata. Poi c'è stato il raduno contro il razzismo, sempre a Milano, contemporaneo e collaterale a quello di piazza del Popolo a Roma dove gli spezzoni impazziti del PD hanno tentato di ricomporsi. Anche in quel di Milano i partecipanti hanno avuto la sensibilità di scendere in piazza contro il pericolo razzista proprio nei giorni in cui sette giovani palestinesi venivano uccisi e centinaia feriti con il solito cinismo nazisionista che però non scuote le anime belle mobilitate dall'ANPI. Ma questo non è razzismo?

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L'anello mancante

La filiera si allunga nei laboratori di 'sinistra' tesi a creare un'alternativa allo stato di cose presente dominato dal governo gialloverde. Ora è la volta del sindaco di Napoli De Magistris che, in occasione di un'intervista sul Fatto Quotidiano, ci spiega la sua strategia sulle elezioni europee del prossimo anno. E ci spiega due cose: primo che ha intenzione di sostenere una sua lista e secondo che questa lista, sganciandosi dalla tradizione novecentesca (?) e dagli 'sfigati di sinistra' (questo riporta il Fatto) proporrà un programma 'antifascista' per battere il populismo montante in Europa e in Italia.

L'appello è rivolto, com'è tradizione, ai 'movimenti' che si muovono nel territorio sulle varie questioni (l'acqua, le donne, la cultura, ecc.) senza che sia specificato il pensiero sull'Europa, nè chi dovrebbe stare in questo fronte 'antifascista'.

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Hanno scomodato anche l'ONU!

Michelle Bachelet, Alto Commissario dell'ONU per i diritti umani

Se non avessimo una sinistra a servizio permanente ed effettivo dei grandi protagonisti della globalizzazione economica mondiale (e del loro mercato) - con il seguito dei reggicoda della sinistra cosiddetta alternativa che esprime con un deciso quanto ipocrita 'antifascismo' la sua subalternità al sistema - lo spettacolo politico quotidiano dovrebbe creare una seria indignazione.

Partiamo dall'ultimo fatto. L'alto Commissario dell'ONU per i diritti umani vuole condurre un'inchiesta sul razzismo in Italia. Indubbiamente episodi di razzismo in Italia esistono, ma i fatti non giustificano interventi di questa portata e la scelta di intervenire è palesemente funzionale allo scontro che in Europa e in Italia sta avvenendo tra europeisti targati UE e le tendenze definite 'sovraniste' che preoccupano Bruxelles in vista delle elezioni europee del prossimo anno.

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A proposito dello spirito di San Babila

Protesta in piazza San Babila contro l'incontro Salvini-Orban

E' stata soprattutto Repubblica, seguita a ruota dalle TV di regime, ad esaltare la gloriosa giornata della manifestazione 'antifascista' di Milano in occasione dell'incontro tra Salvini e l'ungherese Orban. A cogliere l'occasione sono stati numerosi gruppi 'antifascisti' di cui elenchiamo le benemerenze.

Iniziamo col PD. Sappiamo tutti qual'è il ruolo criminale che questo partito ha svolto nei vari governi che hanno fatto le guerre e che continua ad appoggiare gli interventi militari della NATO in varie parti del mondo (Mogherini). E' possibile credere che si tratti di antifascisti dal momento che la Costituzione vieta l'uso della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali? Si può tollerare che i carnefici, quelli che hanno prodotto con le guerre di aggressione milioni di profughi e andrebbero portati davanti ad un tribunale sui crimini di guerra, manifestino a sostegno delle vittime? Si può consentire che partecipino a una manifestazione che si definisce antifascista?

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Per la rinascita della sinistra popolare

Lo scontro che si è aperto tra il governo gialloverde e l'ancien régime è diventato feroce e si è trasformato in una guerra totale. Le truppe entrate in campo non sono solo quelle dell'esercito elettorale sconfitto il 4 marzo, ma si è messo in movimento tutto il blocco, tanto della destra padronale, con il seguito di giornali, televisioni ed 'esperti' economici quanto, possiamo dire, della 'sinistra' padronale, quella che si esprime con Repubblica e La7 e con i tecnici 'democratici' che consigliano di non parlare di nazionalizzazioni e di non disturbare le relazioni con l'UE.

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IL RE E' NUDO
ed è il momento di cambiare musica

Contrariamente a chi, da 'sinistra', ci parlava del nuovo governo come governo della destra e si apprestava a cantare Bella ciao col PD, è avvenuto che, prima col 'decreto dignità', poi con ciò che sta emergendo dopo il crollo del ponte, il peggio della società italiana, Confindustria, giornaloni, berlusconiani di varia estrazione, piddini e sofisticate interlocuzioni culturali al servizio di una opposizione sgangherata, hanno scoperto le carte e vanno a testa bassa contro Salvini e Di Maio.

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Il dito sulla piaga

Le reazioni a una nota di Aginform e la nostra risposta

Caro Ivan,
credo che la discussione che si è aperta [vedi gli antecedenti qui] sulla nota "Godiamoci lo spettacolo" pubblicata da Aginform che abbiamo spedito al gruppo Pubblico Impiego In Movimento possa riassumersi in tre punti: la valutazione sulla questione degli immigrati, la valutazione della situazione geopolitica e il giudizio da dare sul governo gialloverde. Andiamo per ordine.

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Godiamoci lo spettacolo

Dobbiamo dire di essere fortunati perchè non è accaduto spesso di vedere uno spettacolo come quello di un governo che viene attaccato, da destra e da 'sinistra', da tutte le forze che hanno tenuto banco in questi decenni e rappresentato il potere in Italia: Confindustria, Berlusconi, PD, TV di stato, giornali berlusconiani, Repubblica e, assieme a questi, uno stuolo di 'esperti' che pontificano contro Lega e 5Stelle guidati dalla 7 di Mentana.

Basterebbe questo per capire il senso di marcia della situazione, ma tutto concorre a creare un polverone per nascondere le cose. Eppure basterebbe porsi alcuni interrogativi per spiegare ciò che sta accadendo.

Perchè la Confindustria si preoccupa dei suoi associati? Perchè il PD cerca di trovare, senza riuscirci, una linea di ferrea opposizione e, infine, perchè anche Berlusconi, ormai senza esercito, attacca pesantemente Salvini?

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Gli uomini (e le donne) con la maglietta rossa

Se ancora ci fosse bisogno di dimostrare che cosa c'è veramente dietro alla questione emigranti e a confermare le ambiguità che gravano sulle vicende che coinvolgono drammaticamente milioni di persone, è arrivata l'iniziativa di don Ciotti di indossare le magliette rosse in ricordo delle vittime annegate nel Mediterraneo.

A parte ogni considerazione sul ruolo di don Ciotti e, aggiungiamo, di Saviano, come coscienza buona che fa da foglia di fico al marcio di questa società, rimane il fatto che ad indossare le magliette rosse sono stati personaggi come Martina, Orfini e tanti altri come loro che in occasione delle guerre di sterminio che sono state condotte dalla NATO e quindi anche dall'Italia in Medio Oriente e altrove non hanno indossato un bel niente. Anzi hanno condiviso.

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La ruota della storia

Da: infosannio.wordpress.com

Marx (nel Manifesto) scriveva, riferendosi ai vecchi ceti reazionari, che non è possibile riportare indietro la ruota della storia quando le cose si mettono in movimento. Sono bastati un paio di mesi per dimostrare che anche stavolta questa verità si conferma. Difatti, nonostante le campagne mediatiche di dimensioni mai viste, lo scossone prodotto da Salvini (col consenso di Di Maio) sulla vicenda immigrati sta scuotendo l'Europa e costringe i patron dell'UE, Merkel e Macron, a fare i salti mortali per evitare che la situazione sfugga loro di mano.

Una considerazione preliminare su questo va fatta. Nonostante le cortine fumogene mediatiche, è sotto gli occhi di tutti che gli europeisti hanno perso la faccia e si sono mostrati col loro vero volto, quello di un comitato d'affari che si divide ogni qualvolta gli interessi di bottega non tornano. Quale risultato migliore si poteva ottenere? E' bastato che un Salvini qualsiasi puntasse i piedi sugli sbarchi perchè il castello di carta di Bruxelles, la sua politica 'comunitaria', cadesse in frantumi.

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MA COME SONO BUONI !

Considerazioni sull'imperialismo di sinistra
e sulla corrente arancione della sinistra italiana


2011: le basi per la guerra in Libia
da www.limesonline.com

Non è da ora che andiamo denunciando la necessità di aprire una campagna contro la sinistra imperialista, cioè quelli che si proclamano contro la guerra ma coprono da anni le avventure militari della NATO e dell'Italia che dentro l'alleanza atlantica opera a pieno titolo. I responsabili di questa politica di guerra dovrebbero da tempo essere consegnati alla giustizia internazionale per i loro crimini, ma invece vengono ancora considerati persone rispettabili e 'di sinistra' in Italia come in Francia, in Germania e in altri paesi europei.

Di chi stiamo parlando? Innanzitutto del PD e dei suoi contorni di sinistra che ogni giorno denunciano a fosche tinte la crudeltà salviniana contro i profughi dell'Aquarius e questo dopo che l'Italia ha partecipato e partecipa ancora oggi alle missioni di sterminio in mezzo mondo. Dobbiamo elencarli? Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Palestina, Somalia,Yemen, Siria, tutti quei paesi dove direttamente o indirettamente le forze della NATO sono intervenute o, come nel caso della Palestina, hanno catalogato gli eccidi come incidenti di frontiera. I nazi-israeliani, ricordiamoci, fanno parte del fronte di guerra imperialista.

Ci sono poi, in seconda fila, quelli che si vergognano a dire le cose come stanno e sfogano il loro coraggio trovando nelle nicchie curde il loro punto di riferimento che poi, guarda caso, è anche quello degli americani e degli israeliani. Antimperialisti per caso viene voglia di dire.

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E adesso?
Considerazioni post elettorali

Se è senz'altro utile bloccare, con un dibattito aperto, la deriva 'arancione' degli alternativi che torna utile alla ricomposizione del fronte preteso 'democratico-antifascista' targato PD, è anche vero che si pone il problema di discutere come ci si muove nel nuovo contesto. Per ora la questione è puramente teorica o, meglio, è una pura prefigurazione di scenari operativi, mancando gli strumenti adeguati per influenzare in qualche modo la situazione.

Partiamo dalla situazione internazionale da cui dipendono le sorti anche dell'Italia. Dopo le minacce dell'UE e della NATO al nuovo governo sulle possibili scelte in merito a Russia ed Euro è arrivato il G7 che ha dimostrato la totale confusione nella compagine che dovrebbe governare l'occidente capitalistico (più il Giappone). Gli USA ormai sono proiettati verso una gestione unilaterale dei rapporti internazionali certificando, col disinteresse di Trump, che non hanno più bisogno di una visione collegiale delle relazioni economiche, politiche e militari. Ancora una volta America first, stavolta in versione isolazionista.

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Abbandonare le illusioni

Torino: il PD si aggrappa al diktat di Mattarella del 27 maggio

Nel corso di questa crisi, che ha avuto l'esito che conosciamo, cioè la formazione di un governo Lega-5stelle, molti hanno pensato che i processi di trasformazione del quadro politico potessero essere riportati al punto di partenza. A questo si sono dedicati in modo vergognoso i sacerdoti della stampa di regime e le forze politiche che hanno sentito crollare le loro certezze. Sembrava quasi che costoro, dopo il diktat di Mattarella, stessero per raggiungere l'obiettivo, ma il precipitare della situazione ha rimesso tutto in discussione e si è verificato quello che qualcuno di noi aveva sottolineato fin dal principio e cioè che si era messa in moto una situazione di fatto irreversibile.

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Colpo di stato!

Quando gli elettori sbagliano a votare si provvede con altri mezzi.

Aginform
27 maggio 2018


La battaglia è iniziata

Scriviamo quando la vicenda iniziata dopo le elezioni del 4 marzo non è ancora conclusa. Non per anticiparne le conclusioni, ma perchè non ci sentiamo spettatori bensì partecipi della battaglia in corso, nel senso che - pur mantenendo tutta l'autonomia di comunisti - capiamo che i suoi esiti sono molto importanti per il futuro e ne viviamo i passaggi e capiamo anche che non tutto si concluderà con un no o un sì al governo Salvini-Di Maio. Lo scontro è destinato a protrarsi nel tempo.

Vogliamo ribadire ciò che abbiamo scritto all'indomani delle elezioni: il risultato costituisce un fatto di straordinaria importanza perchè rompe lo schema tradizionale della dialettica politica italiana, mettendo all'angolo il fascio-renzismo che ha rappresentato negli ultimi anni il colpo più duro contro i lavoratori e la maggioranza degli italiani.

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La rivoluzione del 4 marzo

20 giugno 1789: il giuramento della pallacorda
da www.glistatigenerali.com

Molti hanno stentato a capire che le elezioni del 4 marzo, aldilà della percezione dei vincitori, hanno rappresentato in Italia una sorta di rivoluzione, un punto di non ritorno dalla palude in cui stagnava la politica italiana.

Il terremoto era in parte annunciato, ma si trattava di voti e di percentuali che nascondevano il dato principale, che era di sostanza: la maggioranza dei votanti (oltre al 27% di astenuti) ha deciso di uscire dalla vecchia politica fatta di manovre, inciuci e interessi consolidati e di esprimere domande da cui non era e non è possibile derogare.

Vero è che le promesse possono anche non essere mantenute, ma i rosigoni del PD fanno male a pensare che in futuro ci potranno essere recuperi a loro favore. Non hanno capito che il voto del 4 marzo ha espresso contro il renzismo una rabbia molto profonda e solo l'imbecillità del senatore di Rignano può dar credito a ipotesi ottimistiche sugli effetti dell'Aventino in versione dem. In ballo ci sono infatti proprio le questioni su cui il PD renziano è andato a sbattere: il salario di cittadinanza, il jobs act, la legge Fornero, la riforma della scuola, i livelli di tassazione, i rapporti con l'UE, il carattere degli accordi internazionali e dei loro effetti 'automatici'. Questi sono gli argomenti all'ordine del giorno per il nuovo governo. Eluderli significherebbe non ritornare indietro, ma approfondire la crisi.

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1917-2017
Cento anni dalla Rivoluzione di Ottobre

Nel centenario della Rivoluzione d'Ottobre segnaliamo ai compagni il prezioso lavoro di lettura di cento anni di storia del movimento comunista internazionale intrapreso dalla Associazione Stalin. Sulle motivazioni e il metodo scelto dall'Associazione rinviamo a quanto scritto al momento di intraprendere il lavoro, [qui].

Per quanto riguarda le conclusioni (ovviamente provvisorie) tratte fin qui, rimandiamo allo scritto I comunisti nel 21° secolo dopo la controrivoluzione in URSS [qui].

La documentazione proposta, suddivisa in 38 fascicoli, può essere scaricata direttamente dal sito dell'Associazione [qui], oppure, anche per facilitare la condivisione, dalla pagina Facebook, dove è raccolta nella sezione "foto" in 4 "album" in cui le fotografie sono le copertine dei 38 fascicoli sin qui prodotti, dalle quali è possibile accedere a tutti i testi con le relative premesse a cura dell'Associazione.

Ed ecco dunque i quattro album e i rispettivi collegamenti:

  1. GLI ANNI DI STALIN [qui].

  2. LA CONTRORIVOLUZIONE IN URSS [qui].

  3. LA CONTRORIVOLUZIONE IN URSS E IL MOVIMENTO COMUNISTA INTERNAZIONALE [qui].

  4. LA DIVISIONE DEL MOVIMENTO COMUNISTA INTERNAZIONALE. I FATTI OGGETTIVI [qui].





E' POSSIBILE USCIRE
DALLA PALUDE ITALIANA?

Appunti per una discussione necessaria


Se distogliamo l'attenzione dal teatrino quotidiano e cerchiamo di interpretare meglio le caratteristiche della situazione italiana dobbiamo prendere atto che essa evolve a senso unico. Va sempre più a destra, nonostante che siamo in presenza di acute contraddizioni sociali e politiche. Se si può fare un paragone, dobbiamo figurarci una zattera trascinata dalla corrente in cui i rematori si illudono di andare in senso opposto, ma a decidere il senso della marcia non sono loro.

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Un deterrente necessario

Dal Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea abbiamo ricevuto la seguente lettera, datata 4 agosto 2017


Il Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea porge i suoi omaggi ad Aginform e a tutti i compagni e coglie l'occasione per diffondere la seguente lettera in cui riaffermiamo la nostra ferma determinazione a eliminare il rischio di una guerra nucleare nella penisola coreana e salvaguardare la pace nella regione e nel mondo.

Come già abbiamo riferito, il 4 luglio scorso la Repubblica Democratica Popolare di Corea (RPDC) nel quadro del piano di costruzione di una forza nucleare strategica ha effettuato con successo il lancio di prova del missile balistico intercontinentale (ICBM) "Hwasong-14", aprendo così la via al completamento della capacità nucleare del paese. Al primo lancio di prova ne è seguito un secondo pienamente riuscito il 28 luglio.

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SINDACALISMO DI BASE
Questioni aperte

Anche se siamo costretti ad assistere al ripetersi di rituali che sono propri di altre esperienze e che dal '68 in poi si sono ripetuti fino ad esaurirsi, la questione del sindacalismo di base in Italia non può essere assimilata a queste logiche. Per questo è necessaria una riflessione che ci consenta di capire, aldilà delle apparenze, a che punto siamo in questa esperienza, quali distorsioni si sono prodotte al suo interno e quali sono le prospettive necessarie e possibili da definire.

Il punto di partenza

La nascita del sindacalismo di base, è bene ricordare in premessa, ha segnato un passaggio dalla dimensione movimentista con cui l'opposizione radicale si era espressa in Italia dal '68 in poi a una dimensione strutturata e autonoma dei lavoratori dentro il conflitto sociale e politico in Italia. Questo passaggio, peraltro, non è stato pacifico, bensì segnato da polemiche abbastanza dure con coloro che, pur parlando di lavoratori e pretendendo di rappresentarli, ne ostacolavano di fatto l'organizzazione indipendente. Questa polemica storica conferma appunto la diversità del sindacalismo di base, anche se in corso d'opera ci sono state numerose conversioni che hanno reso più incerti i confini.

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